Un fabbricato di pregio, il cui valore è stimato in 650 mila euro, è stato sottoposto a sequestro a Bentivoglio, in provincia di Bologna. L'immobile è ritenuto riconducibile a un noto narcotrafficante internazionale originario del Vibonese, che da tempo si era stabilito nella provincia bolognese. L'operazione, eseguita il 12 ottobre 2026, ha visto l'intervento dei finanzieri dei Comandi provinciali della Guardia di Finanza di Catanzaro e Bologna, in ottemperanza a un decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro. Questo provvedimento si inserisce in un più ampio quadro di accertamenti patrimoniali volti a ricostruire la reale titolarità dei beni.
L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, risulta essere stato condannato a 12 anni di reclusione, oltre ad altre pene detentive per reati analoghi legati al traffico di stupefacenti. È ampiamente riconosciuto come un broker del narcotraffico internazionale, un ruolo chiave nelle reti criminali. La sua posizione è ulteriormente aggravata da altri procedimenti giudiziari che lo vedono coinvolto per reati di estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Il bene oggetto della misura cautelare, situato strategicamente nel territorio di Bentivoglio, rappresenta un elemento centrale nell'intervento patrimoniale disposto dall'autorità giudiziaria catanzarese, mirato a colpire le ricchezze illecitamente accumulate.
Gli accertamenti sul fabbricato
La misura di sequestro è il risultato di approfonditi accertamenti economico-patrimoniali, condotti con meticolosità dagli specialisti dei G.I.C.O. (Gruppi d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata) dei Nuclei di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro e Bologna. Queste indagini hanno permesso di documentare in maniera inequivocabile l'effettiva disponibilità del fabbricato da parte del narcotrafficante, nonostante l'immobile fosse formalmente intestato a un soggetto ritenuto compiacente, una pratica comune per occultare la reale proprietà. Le verifiche hanno, inoltre, evidenziato una significativa sproporzione tra il valore stimato dell'immobile e i redditi dichiarati dall'interessato, un chiaro indicatore di proventi illeciti.
Il dettagliato quadro patrimoniale ricostruito dai finanzieri ha analizzato attentamente il rapporto tra il valore del bene, stimato in 650 mila euro, la sua reale disponibilità e la posizione reddituale del soggetto individuato come effettivo referente dell'immobile. Nonostante la formalizzazione della proprietà fosse stata attribuita a un terzo, il provvedimento giudiziario ha fermamente stabilito il collegamento diretto del fabbricato con il narcotrafficante originario del Vibonese, superando l'artificio dell'intestazione fittizia.
Il collegamento con le indagini sul traffico di cocaina
L'uomo è stato un elemento centrale nell'operazione “Decollo”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, un'indagine di vasta portata che ha svelato un imponente traffico di cocaina.
Questo traffico era organizzato attraverso complesse spedizioni via mare, con carichi di stupefacente provenienti dal Sudamerica e destinati a diversi mercati internazionali, tra cui Australia, Spagna e Italia. Le investigazioni hanno ricostruito diverse tappe di questa rete criminale. In un episodio significativo, risalente all'aprile 2002, gli inquirenti hanno intercettato e sequestrato ben 541 chili di cocaina nel porto di Salerno, un colpo importante alle organizzazioni dedite al narcotraffico.