Un diciannovenne è stato arrestato a Rovereto dalla Polizia di Stato con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L'operazione è scattata nella notte di ieri, durante un servizio di controllo in abiti civili, che ha coinvolto un gruppo di giovani. Il fermo è avvenuto dopo che gli agenti del Commissariato hanno notato i ragazzi intenti a fumare hashish, suscitando i primi sospetti.

L'intervento dei poliziotti è avvenuto mentre si avvicinavano per procedere all'identificazione del gruppo. Durante questa fase, uno dei ragazzi ha tentato di occultare rapidamente un involucro sospetto dietro una panchina.

Questo gesto non è sfuggito all'attenzione degli agenti, che hanno immediatamente recuperato l'oggetto. All'interno dell'involucro sono stati rinvenuti ben 298,4 grammi di hashish, già suddivisi in tre panetti. Durante la perquisizione, è emerso che il giovane aveva con sé anche una considerevole somma di denaro: 9.515 euro in contanti, accuratamente organizzati in mazzetti, dettaglio che ha rafforzato l'ipotesi di attività di spaccio.

L'operazione in borghese e il sequestro

Il controllo ha riguardato un totale di sei giovani, la cui presenza aveva attirato l'attenzione delle forze dell'ordine. Gli agenti, impegnati in un servizio di pattugliamento in borghese, sono intervenuti dopo aver osservato i ragazzi mentre consumavano hashish in un luogo pubblico.

Il tentativo di nascondere l'involucro dietro una panchina si è dimostrato un elemento cruciale, portando al ritrovamento dei tre panetti di sostanza stupefacente, per un peso complessivo quasi di 300 grammi.

Oltre al consistente quantitativo di hashish, gli agenti hanno proceduto al sequestro dei 9.515 euro in contanti, meticolosamente divisi in mazzetti, suggerendo una gestione organizzata del denaro. Il diciannovenne è stato quindi formalmente arrestato in flagranza di reato per detenzione di sostanza stupefacente con l'intento di spaccio, avviando le procedure legali.

Le procedure legali e la presunzione di innocenza

A seguito dell'arresto, il giovane è stato immediatamente condotto presso la casa circondariale di Spini di Gardolo, dove è stato posto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

La Procura di Rovereto ha pienamente condiviso l'operato delle forze dell'ordine e ha prontamente richiesto la convalida dell'arresto al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), avviando così il percorso giudiziario.

È fondamentale sottolineare che, nell'ambito di questo procedimento, rimane fermo il principio della presunzione di innocenza. La responsabilità penale dell'indagato, infatti, sarà accertata solo al termine del giudizio, con una sentenza penale irrevocabile. Gli elementi che hanno portato all'arresto in flagranza includono il sequestro dell'hashish e del denaro, e la successiva richiesta di convalida da parte della Procura, tutti passaggi previsti dalla legge.

I fatti contestati si sono verificati durante un servizio di controllo svolto in abiti civili nella città di Rovereto.

Le accuse riguardano specificamente la presenza dell'hashish nell'involucro celato dietro la panchina, la sua suddivisione in tre panetti che ne indicava la preparazione per lo spaccio, e il possesso della significativa somma di denaro in contanti, rinvenuta al momento dell'intervento e ritenuta provento dell'attività illecita.