Shabbar Abbas, padre di Saman Abbas, si troverà nuovamente di fronte alla giustizia, questa volta per il reato di tentata costrizione al matrimonio della figlia. La prima udienza di questo nuovo procedimento è fissata per il 19 ottobre 2026, e si terrà davanti al giudice monocratico del tribunale di Reggio Emilia. Abbas è già stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della figlia, la cui scomparsa da Novellara, avvenuta nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021, ha scosso profondamente l'opinione pubblica.
Nel contesto del procedimento per tentata costrizione al matrimonio, tra i testimoni chiave citati dalla pm Maria Rita Pantani figurano anche il fratello di Saman e il suo ex fidanzato.
Entrambi avevano già fornito importanti testimonianze durante il processo principale, quello incentrato sulla tragica morte della 18enne. L’accusa sostiene che la famiglia di Saman avesse l'intenzione di imporre alla giovane, contro la sua esplicita volontà, un matrimonio con un parente in Pakistan, un atto che avrebbe violato la sua libertà di scelta.
Il nuovo procedimento giudiziario a Reggio Emilia
Il nuovo processo che si apre a Reggio Emilia si concentra specificamente sul padre di Saman per l'accusa di tentata costrizione alle nozze. È importante sottolineare che anche la madre di Saman, Nazia Shaheen, è a processo per lo stesso reato, con un’udienza a suo carico già programmata per il mese di gennaio.
Questo fascicolo giudiziario si inserisce in un quadro più ampio, affiancandosi al percorso già concluso per l’omicidio della ragazza, un caso che ha visto coinvolti diversi membri della famiglia.
Saman Abbas era svanita nel nulla nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 dalla località di Novellara. Il suo corpo, purtroppo, è stato ritrovato sepolto in un casolare situato nelle vicinanze dell'abitazione familiare circa un anno e mezzo dopo la sua scomparsa. Nel processo per l’omicidio, la Corte di Cassazione ha recentemente confermato le condanne all’ergastolo per il padre Shabbar Abbas, per la madre Nazia Shaheen e per i cugini Ikram Ijaz e Noman Hulaq. Per lo zio Danish Hasnain, invece, è diventata definitiva la pena di 22 anni di reclusione, riconoscendo il suo ruolo nella vicenda.
Le condanne definitive per il brutale omicidio di Saman
La Corte di Cassazione ha respinto in via definitiva i ricorsi presentati dagli imputati per l’omicidio di Saman Abbas, rendendo così irrevocabili le condanne all’ergastolo per i genitori e per i cugini, oltre alla pena di 22 anni per lo zio Danish Hasnain. Nel corso del procedimento giudiziario che ha accertato la morte della giovane, agli imputati erano state riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, elementi che hanno aggravato ulteriormente la posizione dei responsabili.
La giovane Saman, una 18enne di origini pachistane, fu tragicamente uccisa a Novellara nella primavera del 2021. Le indagini e il processo hanno rivelato che la ragazza si era opposta con fermezza a un matrimonio combinato e aveva scelto di vivere uno stile di vita ritenuto incompatibile con le rigide tradizioni familiari. Nel processo per l’omicidio, il tema del matrimonio imposto ha rappresentato uno degli elementi cruciali e centrali nella ricostruzione della drammatica vicenda che ha portato alla sua morte.