Una spirale di tensione sta attanagliando la casa circondariale di Brissogne, in Valle d’Aosta. La denuncia arriva dal Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria (Sinappe), che ha espresso la propria profonda preoccupazione in una nota diffusa da Aosta il 3 ottobre 2026, alle ore 10:02. Questa presa di posizione giunge a seguito di una riunione tenutasi presso il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. Il sindacato attribuisce l’aggravamento del clima interno al carcere al continuo afflusso e trasferimento di detenuti problematici nella struttura valdostana, evidenziando al contempo le pesanti ricadute sulle condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria.
La denuncia del sindacato sulla "spirale di tensione"
Nella sua comunicazione ufficiale, il Sinappe dipinge un quadro allarmante, descrivendo l’istituto penitenziario come teatro di eventi critici all’ordine del giorno, che contribuiscono a creare una vera e propria "spirale di tensione". Questa situazione, secondo il sindacato, è in larga misura riconducibile al continuo afflusso e trasferimento di detenuti problematici. Tali detenuti vengono spesso inviati a Brissogne anche a causa delle difficoltà gestionali riscontrate in altri istituti, aggravando ulteriormente la situazione locale. La conseguenza diretta di questa dinamica si manifesta sul personale, che è chiamato a sostenere turni logoranti e, nella ricostruzione fornita dal sindacato, si trova costretto a rinunciare persino a diritti soggettivi fondamentali, compromettendo il proprio benessere e la propria efficienza operativa.
Matteo Ricucci, vice segretario regionale del Sinappe, ha dichiarato che le condizioni di lavoro sono diventate insostenibili nelle realtà afferenti al Provveditorato. La posizione espressa nella nota sindacale sottolinea con forza che la sicurezza e la tenuta dell'intero sistema penitenziario non possono e non devono gravare unicamente sul sacrificio e sulla salute dei poliziotti. Ricucci ha inoltre criticato aspramente l’ipotesi di estendere la capienza dei posti detentivi o di aprire nuove sezioni all’interno della struttura senza un contestuale e adeguato piano straordinario di assunzioni e senza un reale supporto organico al personale esistente. Questa scelta, ha ammonito il vice segretario, è strettamente collegata al rischio concreto di burn-out del personale e alla compromissione della sicurezza generale dei lavoratori e dell'ambiente carcerario nel suo complesso.
Caratteristiche della casa circondariale di Brissogne
La casa circondariale di Brissogne è situata in località Les Iles, al civico 14, nel cuore del territorio valdostano. L’istituto, la cui costruzione è stata completata nel 1980 e la cui consegna è avvenuta nel 1984, è una struttura moderna e funzionale. Essa ospita diverse tipologie di detenuti, inclusi quelli comuni, i semiliberi e persone appartenenti ad altri circuiti penitenziari, riflettendo la complessità del sistema detentivo. Per quanto concerne le competenze amministrative e giudiziarie, la struttura ricade sotto la giurisdizione del Provveditorato regionale Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta. Collaborano inoltre l’Ufficio esecuzione penale esterna di Novara, con una sezione distaccata dedicata ad Aosta, il Tribunale di sorveglianza di Torino e l’Ufficio di sorveglianza di Novara, garantendo un’articolata rete di supporto e controllo.
Alla data del 19 settembre 2026, la capienza regolamentare indicata per l’istituto era di 181 posti. Questa cifra rappresenta il limite ufficiale di accoglienza della struttura, un dato fondamentale per valutare le condizioni di sovraffollamento e le esigenze di gestione del personale e dei detenuti.