Il Siulp di Ancona ha espresso una ferma presa di posizione a seguito degli scontri avvenuti a Bologna, segnalando un bilancio provvisorio di 36 feriti tra gli operatori delle forze dell'ordine. La nota, diffusa il 18 ottobre 2026, evidenzia in particolare il grave impatto sul XIV Reparto Mobile di Senigallia, dove nove agenti su una squadra di dieci sono rimasti feriti. L'intervento del sindacato, diffuso tramite una nota ad Ancona, si concentra in modo specifico sulla necessità impellente di garantire una maggiore tutela e sicurezza al personale di polizia costantemente impegnato nei delicati servizi di ordine pubblico durante le manifestazioni pubbliche.
Il sindacato ha definito questo bilancio di feriti un costo inaccettabile per i lavoratori che, operando nelle piazze, assicurano il fondamentale diritto di manifestare. La situazione, che ha visto coinvolti direttamente i nove operatori del Reparto Mobile di Senigallia e un totale provvisorio di 36 feriti, non può, a giudizio del Siulp, rappresentare in alcun modo il prezzo da pagare per quei lavoratori che quotidianamente svolgono il proprio dovere al servizio della collettività.
La richiesta di tutele per gli operatori
La segreteria anconetana ha manifestato profonda preoccupazione per l'escalation di violenza che si registra nelle piazze italiane. Il Siulp attribuisce questo preoccupante fenomeno non solo a uno spirito di emulazione che si diffonde in diversi contesti, ma anche a certe esternazioni politiche che, nella sua attenta ricostruzione, contribuiscono significativamente a inasprire il confronto sociale e a spostare le espressioni di dissenso al di fuori dei consueti luoghi istituzionali.
In questo contesto, le Forze dell'Ordine, uomini e donne in divisa, diventano bersaglio diretto di violenza e contestazione politica durante i servizi in piazza.
Richiamando episodi analoghi avvenuti in altre città, come Milano e Bologna, il sindacato sottolinea il rischio crescente per il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico, che spesso non rientra incolume al termine delle manifestazioni. Per affrontare questa situazione, il Siulp avanza richieste precise e urgenti: l'adozione di misure concrete di protezione, il ripristino di una maggiore autorevolezza delle istituzioni, una più efficace e tangibile tutela degli operatori e, infine, la certezza della pena per chi commette atti violenti, il tutto sempre nel pieno rispetto delle garanzie legali vigenti e dei principi costituzionali.
Il riferimento al diritto di manifestare
La nota del Siulp traccia una netta distinzione tra il diritto di manifestare e l'uso della violenza. Il messaggio conclusivo ribadisce con forza che "La Costituzione garantisce il diritto di manifestare, non quello di esercitare violenza", sottolineando con forza l'importanza cruciale di un esercizio pacifico e responsabile delle libertà civili garantite a tutti.