La decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per Alessandro Basciano, noto dj e influencer, è attesa a Milano il prossimo 16 ottobre 2026. L'accusa, formulata dalla Procura di Milano, riguarda presunti atti persecutori nei confronti dell'ex compagna Sophie Codegoni. Il procedimento si concentra su una serie di episodi che si sarebbero verificati tra il 2023 e il 2024, per i quali il pubblico ministero Antonio Pansa contesta il reato di stalking.
Il difensore di Basciano, l'avvocato Leonardo D’Erasmo, ha sottolineato l'importanza della prossima udienza, definendola uno “spartiacque”.
Sarà in questa sede che si chiarirà il futuro giudiziario del suo assistito: se dovrà affrontare un processo o se, al contrario, verrà prosciolto dalle accuse. Basciano, dal canto suo, respinge con fermezza ogni addebito.
Il percorso giudiziario e il rinvio dell'udienza
L'udienza preliminare, inizialmente fissata per il 7 ottobre 2026, si sarebbe dovuta svolgere davanti alla gup Lorenza Pasquinelli. Tuttavia, la trattazione è stata rinviata al 16 ottobre 2026. Il posticipo è avvenuto in seguito all'accoglimento di una richiesta di rinvio per legittimo impedimento, presentata dal legale dell'indagato. Nella nuova data, la giudice sarà chiamata a valutare la richiesta avanzata dalla Procura e a esprimersi in merito al rinvio a giudizio o al non luogo a procedere.
La vicenda al centro del procedimento riguarda la complessa dinamica dell'ex relazione tra Alessandro Basciano e Sophie Codegoni. L'accusa fa riferimento a condotte specifiche che rientrano nella contestazione di stalking. La difesa ha già presentato una serie di elementi a sostegno della posizione dell'indagato, inclusi documenti, indicazioni di potenziali testimoni e altro materiale probatorio volto a confutare la tesi accusatoria.
Le contestazioni dettagliate negli atti
Gli atti del procedimento richiamano una serie di presunti comportamenti attribuiti a Basciano. Tra questi figurano episodi di controllo eccessivo e aggressività verbale, l'invio di messaggi vocali dal contenuto ingiurioso e minatorio, nonché presunti pedinamenti e insulti.
Vengono inoltre menzionate numerose telefonate e videochiamate, stimate nell'ordine di 50-60 al giorno, alle quali Sophie Codegoni talvolta non avrebbe risposto.
Tra gli episodi più gravi contestati, si evidenzia un fatto risalente al 27 settembre 2024. Durante un tentativo di riconciliazione avvenuto a Parigi, in un contesto di discussione dai toni violenti, Basciano avrebbe cinto il collo dell'ex compagna. L'indagato continua a respingere tutte le contestazioni mosse nei suoi confronti, affrontando l'udienza assistito dal suo avvocato di fiducia, Leonardo D’Erasmo.