Circa 150 studenti del liceo francese Chateaubriand hanno manifestato a Roma la mattina del 7 ottobre 2026, scegliendo di non accedere all'istituto. Gli allievi si sono radunati davanti alla sede di via di Villa Patrizi, muniti di cartelli e fischietti, per esprimere solidarietà ai colleghi francesi e per richiedere una riduzione delle tasse scolastiche.
La contestazione si è concentrata sulle rette dell'istituto, percepite dagli studenti come aumentate negli ultimi tempi. Charles Rayan, uno dei rappresentanti studenteschi, ha evidenziato le difficoltà: "Molte delle nostre famiglie hanno difficoltà a sostenere questi costi, e alcuni di noi hanno dovuto lasciare l'istituto.
Siamo qui per dare solidarietà agli studenti francesi e per chiedere tasse scolastiche più basse". La difficoltà economica delle famiglie è dunque un punto centrale della protesta.
La mobilitazione al Chateaubriand di Roma
Il liceo francese Chateaubriand, con una presenza a Roma che supera i 120 anni, è situato in via di Villa Patrizi. La decisione degli studenti di rimanere all'esterno dell'edificio scolastico è stata accompagnata da una manifestazione visibile e rumorosa, caratterizzata dall'uso di cartelli e fischietti, strumenti scelti per dare risalto alle richieste avanzate durante la mattinata.
Il fulcro delle rivendicazioni studentesche riguarda i costi di frequenza della scuola. La principale richiesta formulata durante la protesta è una riduzione delle tasse scolastiche, motivata dalle difficoltà economiche che, secondo gli studenti, alcune famiglie incontrano nel sostenere le attuali rette.
A questa istanza sui costi si è affiancata l'espressione di solidarietà verso gli studenti in Francia, un richiamo esplicito fatto dai manifestanti stessi davanti all'istituto romano.
Il quadro delle proteste studentesche in Italia
La protesta al Chateaubriand si inserisce in un più ampio contesto di mobilitazioni studentesche che hanno preso il via in Italia nei giorni precedenti. Già il 6 ottobre 2026 erano state segnalate occupazioni in diversi istituti di Torino e Roma: tra questi, il liceo Regina Margherita e l'istituto tecnico Giulio a Torino, il Lagrange, sempre nel capoluogo piemontese, e il liceo Cavour a Roma. In questo stesso scenario, sono state menzionate anche iniziative, riunioni e picchetti in altri istituti romani, come l'Avogadro, il Newton e il Galilei.
A livello nazionale, è stato segnalato anche un corteo studentesco a Bologna, evidenziando la diffusione delle proteste sul territorio italiano.