Un tir in avaria ha provocato un significativo blocco stradale sulla statale 28 nell'Imperiese nel pomeriggio del 30 settembre 2026. Il mezzo pesante, identificato come parte della flotta legata a un impianto di imbottigliamento di acqua e proveniente dalla rinomata fabbrica dell'Acqua Santa Vittoria, ha subito un grave guasto meccanico proprio mentre effettuava una manovra di svolta sulla carreggiata. La rottura dell'albero di trasmissione, elemento cruciale per la mobilità del veicolo, ha di fatto immobilizzato il tir, lasciandolo fermo e inaccessibile sulla strada e interrompendo la circolazione per un periodo prolungato di oltre tre ore.
L'incidente ha immediatamente innescato una veemente reazione da parte del sindaco di Pornassio, Vittorio Adolfo, il quale ha prontamente collegato l'episodio alla critica questione del presidio del territorio, in particolare nelle aree più interne dell'entroterra. Il primo cittadino ha denunciato pubblicamente che i carabinieri della Stazione di Nava, la caserma più vicina e quindi la prima a dover intervenire, non sarebbero stati in grado di fornire il supporto necessario a causa di una persistente carenza di personale. Di conseguenza, l'intervento di soccorso e gestione del traffico sarebbe stato inizialmente assegnato ai militari della Stazione di Pieve di Teco e, in un secondo momento, alla caserma di Borgomaro, entrambe significativamente più distanti dal luogo esatto del blocco stradale, aggravando i tempi di reazione.
Le ripercussioni del blocco sulla Statale 28
La prolungata presenza del mezzo pesante in avaria ha avuto un impatto considerevole sulla viabilità, mantenendo la circolazione sulla statale 28 fortemente condizionata per un arco temporale superiore alle tre ore. L'episodio si è verificato in un momento critico, durante una manovra di svolta del tir sulla strada, quando l'improvviso guasto alla trasmissione ha reso impossibile al veicolo di proseguire il suo percorso. La ricostruzione dettagliata fornita dal sindaco colloca l'accaduto inequivocabilmente nel territorio comunale di Pornassio, e sottolinea il legame del mezzo pesante con l'attività di imbottigliamento dell'acqua, un'industria rilevante per la zona.
Il sindaco Adolfo ha interpretato l'intera vicenda come un chiaro e preoccupante segnale di mancanza di tutela per il territorio e per la sicurezza dei cittadini. Nel commentare con fermezza la mancata disponibilità dei militari della Stazione di Nava, il primo cittadino ha utilizzato parole molto dirette e incisive: “Tutto ciò significa una presa di distanza dal territorio e una mancanza di tutela per i cittadini”. Questa dichiarazione non solo evidenzia la sua profonda preoccupazione per la gestione dell'intervento post-incidente, ma pone anche l'accento sulla problematica distanza tra le caserme che sono state infine coinvolte nella richiesta di supporto, ritardando l'efficacia dell'azione.
Le precedenti istanze del sindaco sul presidio territoriale
Il primo cittadino ha voluto ricordare di aver già affrontato in passato la delicata questione del presidio dell'area con le autorità competenti. In particolare, ha richiamato un precedente e specifico confronto avuto con il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Simone Martano. Durante quel colloquio, il sindaco Adolfo aveva già esposto in maniera dettagliata le criticità e le problematiche relative alla presenza e all'efficacia delle forze dell'ordine nel territorio. Egli ha ribadito che tali problematiche erano state ampiamente evidenziate e discusse in precedenza, sottolineando una situazione di disagio già nota e segnalata alle autorità superiori.