La Polizia di Stato di Torino ha condotto, nelle prime ore del mattino del 2 ottobre 2026, un'operazione che ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari. L'intervento si è inserito nell'ambito di un'indagine approfondita su un presunto gruppo criminale specializzato in furti e truffe ai danni di persone anziane. I provvedimenti hanno riguardato complessivamente cinque individui: per tre di essi è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per altri due l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Questa operazione ha rappresentato la conclusione di un'articolata attività investigativa, meticolosamente condotta dalla Squadra Mobile di Torino e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino.
Tra i reati contestati agli indagati spicca l'associazione per delinquere, finalizzata specificamente alla commissione di furti in abitazione contro persone anziane, evidenziando la gravità e la sistematicità delle condotte illecite.
Le misure cautelari e i reati contestati
Le cinque misure cautelari eseguite hanno delineato un quadro preciso delle responsabilità individuali all'interno del presunto sodalizio criminale. Tre persone sono state raggiunte dall'ordine di custodia cautelare in carcere, la misura più restrittiva, a fronte della gravità delle accuse e del rischio di reiterazione dei reati. Per le restanti due persone, invece, è stato imposto l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, un provvedimento meno severo ma comunque volto a monitorarne gli spostamenti e a garantire la loro disponibilità per ulteriori accertamenti.
Il fulcro dell'indagine ha riguardato una serie di furti e truffe perpetrati con particolare crudeltà e pianificazione, avendo come vittime predilette persone anziane, spesso più vulnerabili. Le contestazioni includono, oltre ai singoli episodi delittuosi, anche l'accusa di associazione per delinquere, sottolineando come le azioni fossero il risultato di un'organizzazione strutturata e finalizzata espressamente a colpire questa fascia di popolazione, in particolare attraverso furti in abitazione.
L'indagine della Squadra Mobile torinese
L'attività investigativa, durata diversi mesi, è stata interamente gestita dalla Squadra Mobile torinese, sotto la direzione e il coordinamento della procura del capoluogo piemontese.
Gli inquirenti hanno lavorato per smantellare un gruppo che, secondo le accuse, operava con modalità ben definite per ingannare e derubare gli anziani. L'attenzione si è concentrata non solo sui singoli atti predatori, ma anche sulla struttura organizzativa che li rendeva possibili.
La contestazione di associazione per delinquere è stata un elemento chiave dell'inchiesta, poiché ha permesso di inquadrare i singoli reati in un contesto più ampio di criminalità organizzata. La finalità specifica di tale associazione, come indicato dagli inquirenti, era proprio la commissione seriale di furti nelle abitazioni di persone anziane, sfruttando la loro fiducia o la loro fragilità. L'operazione ha quindi mirato a colpire non solo gli esecutori materiali, ma anche la rete che supportava tali attività illecite.