La polizia penitenziaria del carcere di Torino ha scoperto un pacco sospetto nell’intercinta dell’istituto, vicino al padiglione C. Il ritrovamento, avvenuto nella tarda serata di ieri e segnalato dal sindacato Osapp, ha rivelato la presenza di tre telefoni cellulari nuovi, 200 grammi di hashish e una chiavetta USB. Le circostanze sono in fase di accertamento.

L’Osapp ipotizza che il pacco sia giunto dall’esterno, anche tramite drone. La segnalazione riaccende il dibattito sulla sicurezza del perimetro esterno, richiamando episodi simili.

Richiesta di rafforzamento dei controlli

Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, ha chiesto l’intervento del Prefetto per valutare l’impiego dell’Esercito nel controllo dell’area esterna del carcere. La misura è ritenuta necessaria per garantire la sicurezza dell’istituto e del personale di Polizia Penitenziaria, data la vulnerabilità perimetrale.

Beneduci ha evidenziato la grave carenza di organico e le complesse esigenze operative. Ha inoltre sottolineato la presenza di oltre 1.600 detenuti, il numero più elevato dal 2006 (anno dell’indulto), aggravando la situazione.

Il carcere “Lorusso e Cutugno”

La casa circondariale di Torino, ufficialmente “Lorusso e Cutugno”, è nota come Vallette, dal quartiere.

Costruita nel 1978, entrò in funzione nel decennio successivo e fu inaugurata nel 1986. L’intitolazione a Giuseppe Lorusso e Lorenzo Cutugno è avvenuta nel2003.

L’istituto comprende otto padiglioni e numerose sezioni. Le mura perimetrali si estendono per circa 3 chilometri. Il padiglione C, luogo del ritrovamento, è uno degli spazi detentivi. Il carcere torinese ospita tutti i circuiti detentivi previsti dall’ordinamento, eccetto il 41 bis.

Il pacco sequestrato conteneva tre telefoni cellulari nuovi, 200 grammi di hashish e una chiavetta USB.