A Trieste, il 17 ottobre 2026, la Questura ha imposto nuove prescrizioni che limitano l’attività di assistenza ai migranti in piazza Libertà, di fronte alla Stazione centrale. Il provvedimento, che riguarda in particolare l’associazione Linea d’ombra, tra le più attive nella zona, vieta la distribuzione di pasti e coperte durante il fine settimana.
Negli altri giorni, l’assistenza è consentita solo per due ore, dalle 18 alle 20. Queste misure impattano significativamente sugli interventi serali svolti dall’associazione e dalla rete solidale, che da anni fornisce pasti caldi, vestiti asciutti, coperte e supporto legale ai migranti nell’area della stazione.
Per le attività infrasettimanali è inoltre previsto un obbligo di preavviso.
Le Restrizioni e le Motivazioni Ufficiali
La Questura ha motivato le nuove regole con l’esigenza di prevenire "ogni eventuale turbativa dell’ordine pubblico e della sicurezza al fine di garantire la regolare attività di socialità, intrattenimento e svago, di libera circolazione e delle iniziative economiche che interessano capillarmente questo centro cittadino".
Il divieto di assistenza nel fine settimana si concentra sulla distribuzione di beni essenziali come pasti e coperte. La limitazione oraria, invece, restringe l’attività di supporto alla fascia serale tra le 18 e le 20. Il provvedimento interessa una zona nevralgica della città, piazza Libertà, punto di transito e sosta quotidiana per numerosi migranti, dove l’associazione opera con continuità da anni.
La Reazione di Linea d'Ombra e dei Volontari
La presidente di Linea d’ombra, Lorena Fornaris, ha espresso forte preoccupazione, collegando le restrizioni a una pressione politica. Ha sottolineato l’unicità della situazione: "In sette anni che siamo in piazza Libertà tutte le sere è la prima volta che accade una cosa del genere".
I volontari contestano duramente il blocco dell’assistenza nel fine settimana, richiamando l’attenzione sulle condizioni critiche delle persone che giungono a Trieste attraverso la rotta balcanica, spesso con bisogni immediati di cibo, riparo e cure. La decisione incide profondamente sugli interventi umanitari in un punto cruciale per l'accoglienza e il primo soccorso.