Gli artificieri dell'Esercito Italiano sono intervenuti ad Arezzo la mattina del 13 ottobre 2026 per rimuovere un proiettile da mortaio da 81 millimetri. L'ordigno, rinvenuto la domenica precedente da parrocchiani davanti a una chiesa, è stato identificato come un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale, di fabbricazione italiana, vuoto e privo di esplosivo. L'accertamento e la messa in sicurezza sono stati condotti dagli specialisti del nucleo Cmd (Conventional Munition Disposal) del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bologna), che hanno poi rimosso l'ordigno per la sua distruzione materiale.
Il ritrovamento e l'intervento
Il residuato bellico era stato notato in una siepe, nel parcheggio della chiesa di San Marco alla Sella, ad Arezzo, vicino a cantieri dell'acquedotto. Il ritrovamento è avvenuto durante una festa parrocchiale; i fedeli, accortisi dell'oggetto, hanno allertato le forze dell'ordine. I Carabinieri hanno isolato l'area con fettuccia bianco-rossa in attesa degli artificieri dell'Esercito. La rimozione ha confermato l'assenza di esplosivo, e si ipotizza che l'ordigno sia riaffiorato a causa di lavori alla rete idrica.
Coordinamento della bonifica
L'operazione di bonifica è stata gestita in coordinamento con la Prefettura di Arezzo. La disposizione dell'intervento è giunta dal Comando Territoriale Nord di Padova, responsabile della gestione degli interventi militari in supporto alle istituzioni pubbliche in tempo di pace nel Centro Nord d'Italia, includendo bonifiche, interventi in caso di alluvioni, ordine pubblico e calamità. L'intervento ad Arezzo ha permesso di neutralizzare un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale in un'area frequentata, assicurandone la rimozione e la distruzione in sicurezza.