La morte sul lavoro di Salvatore Calignano a Caivano, in provincia di Napoli, avvenuta il 5 ottobre 2026, ha profondamente scosso l'opinione pubblica e ha spinto Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, a intervenire con fermezza. Il sindacato ha annunciato la sua intenzione di costituirsi parte civile nella vicenda, sottolineando l'urgenza di affrontare il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sgambati ha evidenziato un dato allarmante: sono ben 59 i decessi legati al lavoro registrati in Campania dall’inizio dell’anno. Questa dichiarazione giunge in seguito al tragico caso di Calignano, l'operaio sessantunenne trovato agonizzante in strada e deceduto successivamente in ospedale.
Sgambati ha descritto l'accaduto come una tragedia crudele e disumana, rimarcando la gravità e l'inciviltà che hanno caratterizzato la vicenda. Nel suo intervento, il segretario generale della UIL Campania ha ribadito con forza il numero delle vittime sul lavoro nella regione, affermando: “Sono 59 i morti sul lavoro in Campania dall'inizio dell'anno”. Ha inoltre collegato l'episodio di Caivano ad altri drammatici eventi simili accaduti in diverse aree, menzionando specificamente casi nell’agro nocerino e nell’agro pontino, dove hanno perso la vita un operaio marocchino e un bracciante indiano, evidenziando così una problematica diffusa e sistemica.
Le Richieste della UIL Campania per la Sicurezza
La UIL Campania, oltre a costituirsi parte civile nel caso Calignano, ha avanzato richieste precise al Parlamento per migliorare la legislazione in materia di sicurezza sul lavoro. La prima istanza riguarda il riconoscimento dell’omicidio colposo per gli incidenti mortali che si verificano nei contesti lavorativi, una misura volta a garantire maggiore giustizia per le vittime e le loro famiglie. La seconda proposta è l’istituzione di una procura speciale dedicata esclusivamente a indagare e perseguire i reati legati alla sicurezza sul lavoro, con l'obiettivo di velocizzare e rendere più efficaci gli accertamenti e i processi.
Sgambati ha sottolineato che queste richieste sono intrinsecamente legate alla necessità di ottenere giustizia per coloro che hanno perso la vita sul lavoro e per i loro congiunti.
Concludendo il suo intervento, il segretario generale ha espresso piena fiducia nell’operato degli organi inquirenti, dichiarando: “contiamo sul lavoro della Magistratura e delle Forze dell'Ordine”. Questo appello mira a garantire un'accurata ricostruzione dei fatti e degli eventi che hanno portato alla morte di Calignano, in un momento in cui la verità sull'accaduto è ancora oggetto di indagine approfondita.
Il Dramma di Salvatore Calignano a Caivano
La vicenda che ha portato alla morte di Salvatore Calignano, operaio di 61 anni, ha avuto inizio con il suo ritrovamento privo di sensi e con gravi traumi in una strada isolata di Caivano. L'intervento del 118, avvenuto venerdì pomeriggio intorno alle ore 15, ha rivelato condizioni immediatamente gravissime per l'uomo, che è poi deceduto il sabato successivo in ospedale.
La Procura di Napoli Nord ha prontamente aperto un'inchiesta per fare luce sull'accaduto, affidando le indagini ai carabinieri.
La moglie di Salvatore, Carmela Amura, 56 anni, ha espresso il suo profondo dolore e la sua ferma richiesta di giustizia per il marito. La coppia aveva due figlie, di 36 e 32 anni, ora orfane del padre. La famiglia attende risposte chiare e definitive su quanto accaduto, mentre le autorità proseguono con gli accertamenti per definire le dinamiche di questa tragica morte sul lavoro.