Le vicende di questi giorniriguardanti la prostituzione minorile,che hanno scandalizzato interi quartieri di città come Milano e Roma e fattotremare decine di persone, davvero poco per bene, hanno fatto emergere dei datiagghiaccianti sul problema delle cosiddette “Baby Prostitute”.

La prostituzione minorile,secondo Ecpat Italia, coinvolgecirca 11000 vittime straniere e già alcunecentinaia di ragazzine italiane, che si concedono anche in cambio di beni economicidi relativo valore.

Ma chi sono i clienti della prostituzione minorile in Italia?

Le esperienze, avute in questianni, dagli psicoterapeuti della SIIPAC,hanno fornito una serie di caratteristiche dei clienti della prostituzioneminorile, anche se non è facile definirne un profilo comune. Perché questi clienti non potrebbero definirsicorrettamente “Pedofili” o “Dipendenti sessuali”, in quanto le tipologie comportamentali di questi“malati” non coinciderebbero del tutto con quelle dei clienti dellebaby-vittime della prostituzione minorile.

I clienti della prostituzioneminorile, sono uomini che hanno circa cinquant’anni,in cerca di autostima e che soffronodi una patologia legata ad una certa evoluzione psicofisica che gli haprocurato frustrazione sessuale.Dietro ai clienti si nascondono persone che non vogliono accettarsi come “vecchi” e, quindi, cercano leadolescenti facendo finta di conquistarle con il loro aspetto, ingannando ilfatto che le ragazzine lo fanno per soldi.

I clienti della prostituzioneminorile, sono quasi sempre benestanti,sposati con figli, esperti internauti, uomini molto attenti a nonfarsi riconoscere o uscire allo scoperto. Questo fa sì che sia difficilissimotracciare un profilo comportamentale comune. I clienti si comportano tutti inmaniera differente, però, sono tuttiabili manipolatori e molto bravinell’arte di adescare le vittimedella prostituzione con affettuose promesse di allettanti benefici economici diogni genere.

I clienti della prostituzioneminorile in Italia, si riconoscono molte volte come “malati” e si avvicinano astrutture come la suddetta SIIPAC, ma purtroppo le terapie prevedono cure dialmeno tre anni. Così spesso questi clienti-pazienti,non portano a termine il percorso, col rischio di ritornare ad essere, di nuovo,solo degli squallidi clienti.