I genitori sognavano per lui una vita da prete. Nato il 18 febbraio del 1745 in Como, Alessandro Volta è ricordato quale inventore e perfezionatore della pila elettrochimica, ma non solo. I fenomeni elettrici furono da sempre una delle maggiori passioni dello scienziato, che documentava le sue attività di ricerca in memorie e lettere. Eppure i suoi studi, fin dall'età di 13 anni, furono indirizzati verso una formazione umanistica e solo in seguito furono incoraggiati i suoi reali interessi verso le disclipline scientifiche, mettendogli a disposizione il gabinetto di scienze naturali del Regio Seminario Benzi di Como. Il suo volto, presente per tanti anni nelle 10mila lire, ieri è apparso in un doodle di Google: un omaggio allo scopritore del primo generatore elettrico.



Alessandro Volta: la storia di un genio "elettrico"

Con l'accesso al motore di ricerca Google, nell'home page è possibile visualizzare un doodle che ricorda la sua data di nascita: Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta, ricordato per l'importante applicazione dei fenomeni elettrici nei più disparati campi dei dispositivi della nostra vita quotidiana, passa dall'impressione del suo volto sul denaro, primo metodo nella storia per diffondere l'importanza della persona  - si vedano gli imperatori che erano soliti coniare le monete con il proprio volto - fino ad arrivare al necessario adattamento delle modalità di omaggiare i grandi con la tecnologia del web, la quale come la diffusione del denaro, di mano in mano, viaggia di pc in pc.



Se volessimo ricordare Alessandro Volta per le sue invenzioni diremo che oltre alla pila, vi è l’elettroforo perpetuo, utilizzato per ottenere una carica elettrica, che gli fece meritare  la nomina a professore di fisica sperimentale presso le scuole di Como, sua città natale; sul Lago Maggiore, presso Angera, scopre il metano, "l'aria infiammabile" spesso presente nelle paludi. Seguirono l'invenzione del condensatore, utile per l'accumulo e la condensazione di energia elettrica  separando le cariche elettrostatiche, ma l'invenzione della pila, e il perfezionamento grazie agli studi condotti sulle teorie di Luigi Galvani, professore di anatomia all'Istituto delle Scienze di Bologna, lo resero famoso in tutto il mondo.



Era il 1799-1800, proprio a cavallo della fine di un secolo, quando contestò Galvani, il quale nell'opuscolo De viribus electricitatis in motu musculari commentarius sosteneva che tutte le specie animali fossero dotate di una sorta di fluido elettrico prodotto dal cervello e trasportato dal sistema nervoso ai muscoli, zona di accumulo dell'elettricità, deduzione avuta durante gli esperimenti fatti con le rane. Galvani aveva infatti esperito che con l'applicazione di archi metallici tra i nervi lombari e i muscoli delle zampe inferiori, sul piccolo animale si produceva una contrazione muscolare. Il particolare effetto fece pensare allo scienziato che applicazione metallica, così costruita, creasse un circuito elettrico al cui interno fluisse l'elettricità dell'animale. La teoria non convinceva però Volta, che aveva notato delle forti differenze di reazione con la variazione del tipo metallo (ribattendo con Memoria seconda sull'elettricità animale), intuizione che lo portò alla costruzione della prima batteria, in grado di produrre la stessa corrente elettrica osservata nell'esperimento sulle rane. È il 20 marzo del 1800 quando Volta annuncia alla comunità scientifica l'invenzione dell' 'organo elettrico artificiale' paragonato all'organo elettrico del pesce Raja Torpedine, odierna pila, costruita con dischi di zinco alternati a dischi di rame e uno strato intermedio cartone imbevuto di acqua salata, con il collegamento dei due poli con un conduttore elettrico che dava vita a un circuito in cui passava la corrente continua. La pila sarà presentata a Napoleone Bonaparte che gli varrà la medaglia d'oro e la nomina di membro straniero dell'Institut, rendendo il 'suo genio' immortale.