Oggigiorno i Velvet Underground sono ritenuti dei pionieri, un caposaldo del rock, una band seminale. Ma, all'epoca, il gruppo newyorkese in cui militava Lou Reed stentava a farsi conoscere e riconoscere. Prendiamo ad esempio il primo album, il fondamentale "The Velvet Underground & Nico" del marzo 1967, quello con la celeberrima copertina con la banana di Andy Warhol. Adesso viene considerato un capolavoro, ma ai tempi concluse la corsa con un numero 59 nelle classifiche britanniche ed un miserrimo 129 in quelle statunitensi.

Ora alla formazione alla quale il rock moderno deve parecchio viene reso omaggio con un cofanetto contenente quattro CD. Un omaggio che arriva a quasi cinquant'anni dalle registrazioni. Nei mesi di novembre e dicembre 1969, tra la pubblicazione del loro primo LP e "Loaded" dell'anno successivo, i Velvet Underground suonarono presso due locali di San Francisco. Si trattava del Family Dog e del Matrix, quest'ultimo una pizzeria fatta diventare sala da concerti da Marty Balin dei Jefferson Airplane.

Il gruppo, riunitosi clamorosamente e brevemente nel 1992, si esibì in tutto per diciotto serate; buona parte di esse furono registrate su un modesto quattro piste. Le tracce, ripulite, sono diventate un boxset intitolato "The Velvet Underground: The Complete Matrix Tapes".

Tutte le canzoni del boxset

Il tracklisting del cofanetto, che arriva una settimana dopo la pubblicazione del nuovo album degli One Direction, comprende i soliti sospetti, come ad esempio "I'm waiting for the man", "Venus in furs", "Heroin" e "White light/White heat" più la già citata "Sweet Jane".

Ci sono poi brani meno universalmente noti come "Over you" e "Some kinda love". La data di pubblicazione è stata fissata al prossimo 20 novembre, perfettamente in linea col rush degli acquisti natalizi. Il lavoro, che offre 42 registrazioni con nove versioni inedite, si concentra su due show del novembre 1969: quello del 26 e quello del 27. Sebbene gran parte dei brani live sia stata precedentemente pubblicata, e già a partire dal 1974, si tratta della prima volta in cui tutte le versioni trovano posto su una singola emissione.

Non manca naturalmente "Sweet Jane", il cavallo di battaglia che Reed avrebbe poi spesso incorporato nei suoi concerti solisti fin quasi alla sua scomparsa nell'ottobre 2013.

Una band decimata

A differenza di altre formazioni della stessa era, che di tanto in tanto tornano assieme per qualche tour, magari con tutti gli elementi originali al loro posto, i Velvet Underground non potranno più tornare in scena.

Della line-up "classica", infatti, rimangono due soli componenti e uno è praticamente in pensione. John Cale, il solo non statunitense dei VU, è l'unico a fare ancora musica. Ormai 73enne, pubblica nuovi lavori con una certa regolarità: a fine 2012 ha ad esempio edito l'album "Shifty Adventures in Nookie Wood", suo primo di studio dal 2005. La batterista Maureen Tucker, 71 anni,si è allontanata dalla musica e raramente si hanno sue notizie.

Sterling Morrison è morto nell'agosto 1995 a 53 anni, poco dopo l'ultimo tour del1993; Reed e Cale litigarono, facendo schiantare qualsiasi ipotesi di possibili nuovi lavori. Infine Lou Reed. Molto amato anche in Italia, uno dei più appassionati cantori di New York City è spirato a 71 anni il 27 ottobre 2013. I Velvet Underground non risorgeranno mai più.

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