Un budget risicato di 2 milioni e 400 mila euro per un festival che dura 9 giorni è un'inezia, non ci sono i soldi per le star, ma al pubblico del Torino Film Festival non interessa. Anzi, se il tappeto rosso si riempisse di star probabilmente verrebbe snobbato. Questa è la tipicità del TFF, l'unica vetrina di prestigio in Italia che rapisce i suoi spettatori con il Cinema, niente di più, niente di meno.

Quindici film in concorso, vince Keeper

Tra i 15 film in concorso, tra cui 4 italiani, vince “Keeper” di Guillaume Senez, un’opera prima genuina e spontanea ambientata in Belgio su un tema antico, ma sempre attuale, e nient’affatto scontato.

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In proiezione solo da giovedì ha impressionato la giuria composta da Valerio Mastandrea, Marco Cazzato, Josephine Decker, Jan-Ole Gerster e Corin Hardy. 

Gli altri premi

La giuria internazionale di documentari ha premiato “Fi Rassi Rond-point” di Hassen Ferhani, film franco-algerino che vince “per la precisione, il rigore, la pertinenza delle scelte che permettono di trasformare un luogo di lavoro duro e di morte in una serie di tableaux vivants colmi di delicatezza, ironia e calore umano.” Il premio speciale della giuria va a “La patota” di Santiago Mitre, film che vede la sua attrice Dolores Fonzi vincere anche il premio di miglior attrice.

Il miglior attore va a Karim Leklou per il film “Coup de chaud” di Raphaël Jacoulot, mentre vincono il riconoscimento per la miglior sceneggiatura ex-aequo: “A simple goodbye” di Degena Yun e “Sopladora de hojas” di Alejandro Iglesias Mendizábal. Il premio del pubblico va a “Coup de Chaud”. Il premio del pubblico per la categoria documentari, invece, va a “Gipsofila” di Margarida Leitão con la seguente motivazione: “un ritratto toccante e affettuoso della nonna dell’autrice e del suo rapporto con la nipote, che illustra, con un umorismo superbamente sfaccettato, storie di contrasti, avventure, legami e incomprensioni tra donne di tre generazioni diverse e trasferisce, con candida sincerità e attraverso un approccio documentaristico minimalista da cinéma verité da parte della matura cineasta Margarida Leitão, i momenti emotivamente intensi di felicità e di tristezza nella vita delle donne.”

Altre categorie

La sezione Italiana.doc premia “Il solengo” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis mentre il Premio Speciale della giuria per Italiana.doc va a: “La gente resta” di Maria Tilli. La giuria dei corti premia “Le dossier de Mari S.” di Olivia Molnàr, quello della giuria va a “La dolce casa” di Elisabetta Falanga.

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Tra i corti realizzati da registi residenti in Piemonte vince “Tram stories” di Leone Balduzzi. 

Altri film da vedere

Tra i film che hanno partecipato al TFF, anche se non in concorso, segnalerei “Dustur” che ha vinto il premio “Gli occhiali di Gandhi” e il premio Avanti (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani) e “Idealisten” che ha ricevuto la menzione special per “Gli occhiali di Gandhi”. “Luce mia” non ha vinto nulla se non l’acclamazione del pubblico, che ha visto soddisfatta la voglia di rivedere il film oggi nella sala 1 del cinema Massimo.

Al di là dei vinti e i vincitori, anche quest’anno ha vinto il cinema.