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Lo scorso weekend, in America, è stato quello del Labor Day, che chiude la cosiddetta "Estate Americana", ovvero il periodo che va dalla prima settimana di maggio alla prima di settembre, durante la quale vengono lanciati nelle sale i blockbuster di maggior (anzi, auspicabile) successo. L'origine del termine si fa risalire alla fine degli anni '70, quando, con l'arrivo di Guerre Stellari nelle sale a maggio i Cinema venivano invasi dagli appassionati. 

Nonostante ancora oggi l'estate resti il periodo migliore per lanciare un film negli Stai Uniti (esattamente il contrario di quanto succede nel nostro Paese, dove già a fine giugno i cinema si svuotano), oramai si può affermare, dati alla mano, che negli States è estate tutto l'anno, visto che il lungo periodo pre-natalizio e i primi mesi della primavera hanno visto l'arrivo in sala di grandi campioni d'incasso (basti pensare a Deadpool o Il Risveglio della Forza) che hanno sbancato i botteghini.

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I super flop negli States

Anche quest'estate ha visto vincitori e vinti. Tra i primi ci sono i film della Disney, quelli di animazione, alcune commedie indie (come Bad Moms, ancora inedita in Italia) che hanno ottenuto ottimi riscontri. Poi ci sono i bagni di sangue, cioè i film che rispetto ai costi di produzione hanno incassato molto meno di quanto fosse lecito aspettarsi. 

Ecco i cinque superflop di quest'estate

  • Ben Hur: il remake del superclassico del 1959 in America è andato malissimo, incassando appena 23 milioni di dollari a fronte di oltre 100 spesi per la produzione. A questo punto ai produttori non resta che sperare che il resto del mondo colmi la lacuna, ma sarà difficile. 
  • Independence Day: Rigenerazione: il film arriverà nelle sale italiane tra pochi giorni, ma in America è risultato essere la pallida copia del film del 1996, che a suo tempo aveva incassato più di mezzo miliardo di dollari solo negli Stati Uniti. Stavolta "in casa" il film ha superato a fatica i 100 milioni, mentre a livello internazionale sta per passare i 400 milioni. Insoddisfacente.
  • The BFG: il nuovo film di Steven Spielberg lo vedremo solo a gennaio, in Italia, ma in America è andato malissimo, non essendo riuscito a superare nemmeno gli 80 milioni di dollari e risultando essere uno dei peggiori incassi della storia dei film del celebre regista. 
  • Ghostbusters: tanto rumore per nulla? Nelle casse di Sony sono entrati poco più di 125 milioni di dollari, mentre il film a livello mondiale ha ha fatica superato i 200 milioni. Considerando che il costo è stato superiore ai 140 milioni di dollari, sarà difficile vedere un sequel, senza contare che il primo film del 1984 incassò solo in America quasi mezzo miliardo di dollari. 
  • Warcraft: qui è successa una cosa strana, almeno per i non addetti ai lavori. Il film, costato oltre 150 milioni di dollari, in America è stato un disastro senza precedenti, avendo incassato meno di 50 milioni, ma a "salvare" la pellicola sono accorsi i cinesi che l'hanno visto in massa, premiandolo con oltre 200 milioni di dollari. Ennesima conferma dell'importanza che la Cina e i mercati emergenti (Brasile, Russia, Corea del Sud) stanno avendo nello scenario cinematografico mondiale.