E’ uscito oggi lazarus, l’album doppio del musical omonimo scritto e prodotto da David Bowie. Inciso negli Avatar Studios di New York l’11 gennaio di quest’anno, il giorno dopo la morte del Duca Bianco, Lazarus raccoglie le reazioni, i sentimenti di dolore dei componenti del cast dello spettacolo, dopo aver appreso la notizia della morte di Bowie. L’album – oltre ai brani dello spettacolo scritto da Bowie insieme al commediografo Enda Walsh - contiene anche cinque pezzi interpretati da Bowie stesso qualche mese prima di morire: tre inediti scritti per il musical e una nuova versione diLazarus.

E non solo. il disco contiene anche alcuni brani storici del repertorio del "marziano": da Life on Mars, a This is not America, da Changes fino a Heroes, tutti interpretati dai protagonisti del musical accompagnati da una band di 7 elementi.

Prodotto da Bowie e Tony Visconti, può essere considerato, a tutti gli effetti, l’album-testamento del cantante inglese. Le ambientazioni dark di Blackstar, le tracce cantate con un filo di voce, agli occhi dei suoi fan sono sembrate – il giorno dopo la sua scomparsa - come l’ultimo saluto a questa terra.

Ma poi, è mai stato di questo mondo David Bowie? Questo l’interrogativo ricorrente sulla figura più poliedrica ed enigmatica che ha attraversato il mondo della musica negli ultimi cinquant’anni. Perché Bowie non rientrava in nessuna categoria.

Quando si pensava di averlo classificato, ecco che ti sorprendeva e cambiava ancora una volta pelle, genere e atmosfere. Forse le parole più intense per descrivere l'artista inglese le ha trovate l'amico produttore Tony Visconti: "Ha sempre fatto quello che voleva. E voleva sempre farlo a modo suo. La sua morte non è stata differente dalla sua vita, un'opera d'arte".

La sua musica era arte, lui stesso usava la sua musica e il suo corpo come un’opera d’arte. Ora, il suo ultimo lavoro, Lazarus appunto, dopo il debutto a Broadway lo scorso inverno, sbarcherà a Londra - sua città natale - il prossimo 25 ottobre al King Cross Theatre, dove rimarrà in cartellone fino al 22 gennaio.

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