Dopo quasi cinque anni dalla sua entrata in vigore, il Tribunale Costituzionale spagnolo ha annullato l'articolo 1 della legge catalana per abolire le corride di tori, perché la Comunità Autonoma ha invaso la competenza dello Stato, che dichiarò la tauromachia patrimonio culturale.

Le stesse fonti sostengono che il Tribunale Costituzionale conferma che la Catalogna ha competenza per proteggere gli animali e regolare gli spettacoli pubblici. L'autorità su manifestazioni pubbliche potrebbe includere la proibizione delle corride col fine, com'è il caso, di proteggere gli animali. 

Tuttavia, il Tribunale Costituzionale spiega nella sua sentenza che lo Stato dettò due leggi che dichiararono la tauromachia patrimonio culturale immateriale.

Perciò, le corride di tori passarono ad essere competenza statale in materia culturale. Queste leggi del 2013 e 2015 non furono ricorse al Tribunale Costituzionale. 

La cultura un bene dello Stato

Secondo il magistrato Encarnación Roca, la proibizione promossa dal Parlamento catalano invade competenze statali in materia di cultura, intaccando l'articolo 149 della Costituzione, dove si attribuisce la difesa del patrimonio culturale, artistico e monumentale spagnolo.

Dure critiche alla sentenza

Tuttavia la sentenza è stata duramente criticata dagli animalisti e soprattutto dalla direttrice dell'organizzazione internazionale, PETA, Mimi Bekhechi, che ha dichiarato: "Oggi è una giornata nera per la Catalogna che deve presenziare nuovamente alle uccisioni di animali maltrattati e terrorizzati in nome della tradizione".

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Sempre secondo l'attivista, il Tribunale Costituzionale ha minato la volontà della maggioranza dei catalani che non vogliono niente a che fare con spettacoli sanguinanti come le corride dove gli animali sono torturati ed uccisi. Per ulteriori aggiornamenti su quello che è un vero e proprio caso nazionale in Spagna il nostro consiglio è quello di continuare a leggere i nostri articoli e approfondimenti cliccando il tasto Segui in alto a destra.