In molti - personaggi più o meno noti - non hanno condiviso la scelta di assegnare proprio a lui il premio Nobel per la Letteratura. Di fatto - però - alcuni giorni dopo l'ufficializzazione dell'assegnazione del prestigioso premio, l'Accademia svedese non è ancora riuscita a mettersi in contatto con Bob Dylan.

L'Accademia svedese ha gettato la spugna

L'Accademia svedese - istituzione che ogni anno assegna il Nobel, ha reso noto di avere interrotto i propri infruttuosi tentativi di mettersi in contatto con il cantautore. Difatti, il segretario permanente Sara Danius alla radio nazionale svedese ha riferito di non stare facendo più niente dopo aver contattato telefonicamente e via posta elettronica i collaboratori più stretti di Dylan, i quali hanno risposto molto cordialmente.

Al momento però non vi è stato alcun riscontro ufficiale.

L'invito alla cerimonia ufficiale

Ovviamente, la ricerca di Dylan era volta alla formulazione formale dell'invito alla cerimonia ufficiale che avrà luogo il prossimo 10 dicembre a Stoccolma. In tale occasione, il monarca di Svezia Carlo XVI Gustavo premierà i vincitori del premio nei vari rami assegnando loro una medaglia. I premiati - anche un anti-mondano come Dylan - come da tradizione dovrebbero in tale occasione tenere un discorso.

Tre concerti come se nulla fosse

Oltre ad essere un personaggio schivo - chi ignorerebbe il fatto di aver vinto un premio Nobel? - il cantautore è noto per concedere rare interviste e per essere uno che - oltre a "buttar via" le proprie canzoni dal vivo - parla di rado durante i concerti a differenza di altre celebrità.

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E a proposito di concerti, Robert Allen Zimmerman - nome di Bob Dylan per quei pochi che non lo sapessero - dal  giorno della notizia tanto discussa  ne ha tenuti tre: uno a Las Vegas giovedì, uno al festival Desert trip in California venerdì, ed uno a Phoenix domenica.  Ebbene, in nessuna di queste occasioni  Dylan ha minimamente fatto cenno al premio Nobel vinto.  Presenzierà alla cerimonia del 10 dicembre? Chi lo sa. Intanto notiamo che - come nella sua indole - mentre il mondo parla di lui, lui pare snobbare il riconoscimento più prestigioso al mondo e tace.