Da sempre si pensa che il Corano sia il libro dove siano riportate parole di maggior violenza, ma secondo un ingegnere, Tom Anderson, non è proprio così. L'ingegnere Tom Anderson ha messo a punto l'Odin Text, un software di analisi del testo da lui sviluppato dove avrebbe messo a confronto le varie pagine dei due testi di versione internazionale quali Bibbia e Corano [VIDEO]. Il software ha analizzato in base al numero di parole emozionali maggiormente contenute nei testi. Ne sono state prese in esame otto: fiducia, rabbia, paura/ansia, sorpresa, tristezza, attesa, disgusto e gioia. Il risultato è stato sorprendente visto che è emerso che nel Corano si parla molto di più di fiducia e meno frequentemente di rabbia rispetto alla Bibbia.

Antico e Nuovo testamento

Inoltre, è emerso che l'Antico Testamento contiene molte più espressioni di violenza rispetto al Nuovo Testamento e rispetto al Corano quasi tre volte di più. Ci si riferisce a violenze e distruzioni con una percentuale del 2,8% nel Nuovo Testamento, del 2,1% nel Corano e del 5,3% nell'Antico Testamento. L'ingegnere ha voluto sottolineare però che con questo studio non ha né voluto affermare che l'Islam sia una religione pacifica né che non lo sia, "Quest'analisi è superficiale e i risultati non sono affatto determinanti".

Riflettiamo anche su quanto la religione musulmana si stia aprendo, a poco a poco, a nuovi mondi, come ad esempio a quello sessuale. Basti pensare alla rivoluzione sociale che è avvenuta da qualche tempo con la comparsa in tv della dottoressa araba Heba Kotb, musulmana conservatrice, che aiuta le persone a "Fare del buon sesso in nome di Allah" come dice lei.

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Beh, il fatto che una donna nel mondo arabo si sia spinta a dare consigli in tv ai vari mariti su come soddisfare le proprie mogli è assolutamente da ammirare, visto che normalmente la società musulmana si è sempre rappresentata molto chiusa alle nuove tendenze e modernità. Soprattutto ora, che parlare del sesso pubblicamente sembra non essere più un tabù o meglio, non per tutti.