Proprio a pochissimi giorni dalla fine del 67° Festival di Sanremo [VIDEO], incontriamo il discografico Alberto Boi, il quale ci concede un'intervista esclusiva. Noto soprattutto per aver lavorato con grandi artisti Italiani ed Internazionali, Alberto vanta un approccio alla musica nata fin dalla giovane età, passione che lo porta presto ad entrare nel mondo discografico proprio in una delle realtà più grandi del tempo, appunto la Fonit Cetra.

Ci ricorda, Alberto, una delle sue prime produzioni "Pigro" di Ivan Graziani per poi proseguire con Riccardo Fogli con l'album "Storie di tutti i giorni". Ben presto la società affida al discografico lavori di rilevante importanza, passando da noti artisti del panorama musicale Italiano come Nek, Al Bano e Ron, ad artisti Internazionali come Gloria Gaynor, Sting ed i Cranberries.

"Gli artisti internazionali tendono ad avere un atteggiamento di ricerca nei confronti della musica, mentre in Italia siamo piuttosto statici". La ricerca a livello musicale, ci dice Alberto, è quello che sicuramente oggi manca nel nostro mercato discografico.

Dalla Fonit Cetra a Warner Music Italy, per il discografico il passo è breve, in quanto Alberto lavora a stretto contatto con questa multinazionale musicale.

In tutto questo, quando possiamo iniziare a parlare dell'etichetta discografica Advice Music ?

"Quando iniziamo a vedere alcuni spiragli, ad affinare le tecniche, ecco che si inizia a pensare ad una realtà propria".Nasce cosi la sua azienda "Advice Music", dove Alberto sviluppa un'area recording con un studio di registrazione che vanta tra analogico e digitale un notevole sound, ed una parte publishing in quanto le nuove produzioni sono pubblicate su oltre 70 digital store.

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La nuova realtà musicale di Alberto Boi nasce da un'idea Jazz/Blues, per arrivare poi a sviluppare prodotti appartenenti a qualsiasi genere musicale, dalla musica Dance alla musica Rock.

Ma non è tutto. Alberto Boi appartiene alla squadra di regia del Festival di Sanremo e proprio a pochissimi giorni dalla fine della 67° edizione scopriamo insieme cosa ne pensa il discografico."Nonostante qualcuno lo snobbi, io credo che il Festival di Sanremo sia un'importante vetrina musicale, ad oggi forse l'unica rimasta", ci dice inoltre "E' un punto di partenza e non di arrivo, come molti reputano. Da qua possiamo capire se l'artista ha un seguito o meno".

In molti, pur non essendo uno dei più grandi teatri Italiani, si spaventano di fronte a quel palco, scopriamo perché."Vedo sempre da vicino quel palco, ed effettivamente incute un po' di timore non tanto per il palco, ma per il suo significato" , cosi il discografico ci descrive il palco del Teatro Ariston, in qualche modo più che timorosa è una platea impegnativa.

Alberto Boi, con la sua Advice Music, ci fa sapere, crede molto nei giovani. Qualità che reputa importanti sono l'interpretazione, la presenza scenica e la motivazione. Ricerca in qualche modo l'artisticità autentica.Splendide da parole da parte del produttore discografico e molti incoraggiamenti non solo ad artisti emergenti ma anche ad autori e compositori, oggi molto ricercati.

In chiusura ci dichiara: "Preferite il supporto fonografico al Digital download, è un modo per rimanere più vicino ai vostri artisti ed un ottima alternativa per chi vuole ascoltare musica qualitativamente migliore".