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Si avvicinano le vacanze di Pasqua e a Caltagirone, capitale della Ceramica, fervono i numerosi preparativi! Infatti, come da tradizione, sono previsti i seguenti appuntamenti: l'11 aprile la rappresentazione vivente della Passione di Cristo, la processione del Cristo Morto il Venerdì Santo ed infine "A Giunta" per la Domenica di Resurrezione. Proprio per questo motivo, la cittadina barocca è considerata una delle mete più ambite dai turisti grazie anche ai molteplici monumenti pubblici, patrimonio dell'UNESCO. Tra questi spicca l'imponentissima e magnifica Scala Santa Maria del Monte, denominata volgarmente dell'Ex Matrice e finanziata per il suo rifacimento dopo la seconda guerra mondiale dalla Cassa per il Mezzogiorno negli anni '50.

Essa è un scalinata che unisce la parte bassa e moderna della città alla parte alta di origine medievale.

Cenni storici

Come si legge dal libro "Il tempio calatino di Santa Maria del Monte e la sua monumentale Scala" di Antonio Ragona, essa consta di 142 gradini in pietra lavica, rivestiti di "Maiolica" caltagironese dalla lunghezza di 8 metri ciascuno, ed è stata aperta nel 1606 demolendo moltissime case ammucchiate sul declivio della collina. La suddetta opera monumentale costò ingenti somme ed i lavori durarono per lunghi anni.

Idealmente la monumentale Scalinata caltagironese mantiene tuttora la suddivisione originaria in dieci grandi scomparti ed ogni scomparto, composto a sua volta da 10 gradini, contiene i motivi caratteristici di un secolo. Sicché nei quattordici scomparti vengono raffigurati i motivi più salienti di "Dieci Secoli".

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Pertanto, secondo quanto viene riportato dal summenzionato libro di Antonio Ragona, come inizio è stato scelto il X sec, ovvero l'epoca in cui la Sicilia, sotto la dominazione araba, ebbe una grande fioritura artistica. Dopo il periodo arabo, segue quello Normanno, Svevo, il periodo Trecentesco o Chiaramontano, il periodo Catalano, il Rinascimentale, il Barocco, Il Settecento, l'Ottocento ed infine il Novecento.

I motivi, i quali vengono racchiusi nei seguenti dieci secoli, consistono in decorazioni più caratteristiche ed isolane dei vari periodi storici, ricavate dall'architettura, dalle pitture dei soffitti lignei, dai mosaici, dai ricami e dalla ceramica. Nonostante ciò, negli ultimi secoli prendono il sopravvento tutti quei motivi nella ceramica caltagironese dal Cinquento ad oggi. In conclusione, come ci dice lo stesso Antonio Ragona, "il tutto è stato, invero, un lavoro lungo ed impegnativo di scelta e di elaborazione dei motivi nel disegno e nel colore, frutto di pazienza quasi certosina, dove il tempo non è stato affatto contato e dove il risultato può veramente considerarsi miracolo di passione di chi ha ideato e di quanto hanno eseguito l'opera di decorazione in maiolica che assomma a circa 200 mq".