La mostra dal titolo Manet e la Parigi moderna inaugurata l'8 marzo a Milano presenta un centinaio di opere tra cui 54 dipinti, di cui 16 capolavori di Manet e 40 altre opere di maestri suoi contemporanei. Ma tale mostra, che Palazzo Reale dedica a Manet e all'Ottocento a Parigi, merita di essere vista perché tra i meravigliosi quadri in essa contenuti ce ne è uno che gode di fama intramontabile e che vederlo, anche oggi, provoca grande interesse.

'La fuga di Rochefort'

Il quadro a cui ci riferiamo si intitola 'La fuga di Rochefort' e quello che Manet immortala è proprio la fuga del marchese Henri Rochefort dal bagno penale della Nuova Caledonia, cui era stato condannato per aver aderito alla Comune di Parigi.

La fuga dal bagno penale avvenne nel marzo 1874, il marchese, dopo un breve soggiorno negli Stati Uniti, riuscì a rientrare in patria.

Anzi per l'esattezza si stabilì a Ginevra a da lì continuò l'opera di pubblicista e fervente oppositore del bonapartismo.

La vita di questo nobile fu consumata all'insegna della ribellione e pagò a caro prezzo le sue simpatie comunarde e per ultimo la vicinanza al generale Boulanger.

Ma la figura del marchese Henri Rochefort è stata così nota che non solo il grande Manet gli dedicherà questo quadro, ma lo stesso Rodin lo immortalerà in un mezzobusto.

Il valore del quadro

Quello che colpisce in questa opera è la struttura complessiva della composizione, nella quale viene rappresentata una barca in lontananza, e a bordo di essa si trova lo stesso marchese, ma intorno solo acqua, e l'acqua che Manet dipinge, questa immensa distesa d'acqua su cui la barca si allontana e diventa sempre più piccola, è rappresentata con gli effetti cangianti e con le cromie proprie della tecnica impressionistica.

I tocchi di luce che creano l'effetto cangiante rappresentano il trionfo di un nuovo modo di fare pittura, per cui l'opera, oltre a voler omaggiare un uomo che seppe più volte mettere in pericolo la propria vita pur di vedere trionfare ideali di giustizia e di equità sociale, costituisce il punto di arrivo di una rivoluzione pittorica che seppe infierire un colpo di grazia sia all'accademismo imperante che ai soggetti di tranquilla e posata vita borghese che la pittura della tradizione celebrava.

Una vera rivoluzione, e Manet ha saputo regalarci un capolavoro che oggi è ancora possibile ammirare alla mostra omonima aperta sino al 2 luglio a Palazzo Reale di Milano. Il quadro s'impone nell'esposizione magnifica per la sua notevole fascinazione e per il valore morale di quella vita, che pure al suo termine virò verso forme di antisemitismo.

Nella sezione 'Sulle rive' è dunque possibile ammirare il quadro dal titolo 'La fuga di Rochefort' (1881).

C'è da aspettarsi che in molti partecipino a questo evento, che rappresenta una manifestazione artistica tra le più importanti di questo anno a Milano.

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