La mostra "Retrospective", allestita presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, è costituita da 100 foto storiche che danno la possibilità di seguire, attraverso i ritratti dei grandi, il filo rosso della storia contemporanea che rimbalza dall'Europa durante e dopo la seconda guerra mondiale, fino agli imponenti fenomeni della decolonizzazione che hanno rivoluzionato la carta geopolitica dell'est asiatico.

La vita di Capa e le sue foto più significative

La vita di Robert Capa, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, è durata un lampo, perché l'artista, nato in Ungheria il 22 ottobre del 1913, si è spento in Indocina il 6 giugno del 1954 dopo aver posato un piede su una mina. Quarantuno anni di un'esistenza intensa e, al contempo, improntata alla ricerca di denaro, viaggiando in ristrettezze e dormendo in posti di ventura, tranne che a Parigi.

Gli inizi della carriera di Capa hanno dell'incredibile: fuggito dall'Ungheria, sua terra natale, ripara a Berlino e qui si propone alla nota agenzia fotogiornalistica Dephot. Viene inviato subito a Copenaghen in occasione della conferenza tenuta dal rivoluzionario russo Leon Trotsky alla presenza degli studenti universitari danesi. È l'autunno del 1932 e il politico non ama essere fotografato, temendo una rappresaglia da parte di Stalin.

Tutti i fotografi vengono allontanati ma Capa, che ha con sé una piccola Leica in tasca, riesce ad intrufolarsi confondendosi con una squadra di operai che porta dei tubi d'acciaio. Giunto nei pressi del palco, a due passi da Trotsky, riesce a scattare diverse foto proprio mentre il politologo sta parlando, cogliendone i caratteristici gesti e trasporto nell'esporre le sue teorie.

Robert Capa è diventato famoso soprattutto per lo scatto che ritrae a Cordova un miliziano lealista, realizzato nel settembre del 1936.

Una foto che ha fatto il giro del mondo e che rievoca i gesti eroici tipici della pittura di Goya. Quest'immagine è presente alla mostra di Ancona, e mostra un soldato dell'esercito repubblicano mentre viene colpito a morte dai franchisti. Pare che l'uomo si chiamasse Federico Borrell Garcia, un operaio che avrebbe contribuito alla fondazione della sezione giovanile della Federazione Iberica Gioventù Libertaria, ucciso a 24 anni da un soldato franchista.

Tuttavia la produzione più famosa di Capa è quella legata al reportage sul D-Day e le immagini relative allo sbarco degli americani in Sicilia e alla loro risalita sino a Roma. Tra le cento foto presenti alla mostra, è da brividi quella datata 13 gennaio 1939 che raffigura un uomo, due donne e un bambino che si preparano alla mobilitazione mentre le truppe del generale Franco si avvicinano alla città.

La mostra prosegue poi con le foto scattate in Cina che immortalano madame Chiang Kai-shek e il Generalissimo Chiang Kai-shek, ma anche le immagini dell'addestramento dei soldati cinesi nazionalisti, o lo scatto di Chou En-Lai che posa di fronte a un ritratto di Karl Marx nel quartier generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. L'esposizione propone anche il materiale tratto dalla collaborazione tra il fotografo ungherese e lo scrittore John Steinbeck. Infine non bisogna dimenticare la sezione "Gerda Taro e Robert Capa", una storia che ha ispirato il romanzo di Helena Janeczek, "La ragazza con la Leica", vincitore del Premio Strega 2018.

La mostra rimarrà aperta sino al 2 giugno alla Mole Vanvitelliana di Ancona.

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