Fernando Botero nasce a Medellìn nel 1932 da una famiglia borghese colombiana.

Il giovane Botero si interessa da subito all'Arte e nel 1954, all'età di soli ventidue anni, ottiene il suo primo riconoscimento al IX salòn de artistas colombianos di Bogotà, classificandosi al secondo posto del prestigioso concorso. Botero decide di investire il denaro ottenuto dal riconoscimento in lunghi viaggi, che lo porteranno ad approfondire la cultura europea e diverranno per il maestro fonte di ispirazione.

Dopo aver vissuto per dei brevi periodi a Parigi e a Madrid, l'artista decide di approfondire l'arte rinascimentale italiana e si trasferisce a Firenze, dove frequenta dei corsi all'Accademia di Belle Arti.

Il Maestro, innamoratosi dell'arte e della cultura toscana, decide di acquistare una casa a Pietrasanta, vicino alle cave di marmo di Carrara, in modo da usufruire delle cinque grandi fonderie, che ancora oggi danno vita alle sue sculture.

Lo stile

Lo stile dell'artista è unico e inconfondibile, caratterizzato dall'applicazione del concetto di "dilatazione" a tutti i soggetti presenti nelle sue tele.

Botero arriva alla rappresentazione di figure voluminose quando all'età di ventiquattro anni si trasferisce in Messico, dove studia e viene influenzato dal muralismo messicano e dall'arte precolombiana. L'artista possiede la capacità di coniugare la sua cultura latino-americana a quella europea, da lui tanto apprezzata. Emblematiche nella poetica boteriana sono le rappresentazioni "abbondanti" di opere note, come ad esempio quella de "La Gioconda", che fu esposta persino al Museum of Modern Art di New York.

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Il Maestro applica la tecnica della dilatazione delle forme anche alla scultura, alla quale Botero si accosterà solamente nel 1973.

Le opere di Botero in mostra a Roma

Le opere del noto artista colombiano sono esposte al complesso del Vittoriano a Roma dal 5 maggio al 27 agosto 2017. Il prezzo del biglietto intero è di 12 €, mentre il ridotto viene 10 € e in entrambi i casi è inclusa l'audioguida.

Tra i capolavori più noti dell'artista, è presente alla mostra di Roma il doppio ritratto dei duchi di Urbino, dittico ispirato all'originale di Piero della Francesca databile al 1465-1472.

Un'ala della mostra è inoltre dedicata al concetto di "natura morta", che in Botero consiste nella volontà di attribuire una personalità a ciascun elemento contenuto nella tela.