Britney Spears, una delle artiste pop più apprezzate e venerate, nel corso di tutti questi anni ha spesso fatto parlare di sé. Recentemente hanno fatto scalpore le accuse che le sono giunte riguardo il massiccio uso di playback che l'artista farebbe durante i suoi show, accuse a cui è finalmente giunta una risposta dalla diretta interessata.

L'esordio di Britney

Era il 1999 quando la Spears invase letteralmente MTV e le radio mondiali con "Baby One More Time", successo clamoroso che fece esplodere la sua carriera. La ragazza aveva già una certa esperienza in campo grazie alla partecipazione in The Mickey Mouse Club, programma di Disney Channel in cui erano presenti anche una bambina di nome Christina Aguilera e un bambino chiamato Justin Timberlake.

Britney Spears è stata una delle prime star femminili ad attraversare il processo di trasformazione con cui una giovane ragazzina famosa diventa una dea fiera e procace in grado di manifestare la propria sessualità con audacia. Il singolo "I'm a Slave 4 U" svolse questa funzione e con l'uscita di "Toxic" l'immagine di Britney Spears si ribaltò completamente, tanto che oggi non è tanto "Baby One More Time" quanto piuttosto "Toxic" a essere considerata la canzone più iconica della sua carriera. Anche il video musicale contribuì a questa rivoluzione mostrandola nuda e in vari scenari i cui scopi concettuali trovano esplicazione nel far apparire Britney una bestia feroce, capace di sfruttare il proprio corpo e uccidere per raggiungere i propri scopi.

L'Onix Hotel Tour ed esibizioni come quelle ai Video Music Awards del 2000, 2001 e 2003 furono una dimostrazione al mondo delle capacità sceniche di cui la ragazza era dotata.

Britney Spears aveva trovato la consacrazione nell'olimpo del pop ed è principalmente grazie a questo periodo che è tutt'oggi considerata una delle figure più influenti del genere. Ad ogni modo, anche le sue esibizioni recenti sono tutt'altro che scialbe: per Billboard, la performance di S&M assieme a Rihanna è stata tra le migliori di sempre.

Il tracollo, la ripresa e le accuse di playback

Nel 2007 la star giunse ad un tracollo rimasto nella storia e diventato famoso in modo particolare per la rasatura dei capelli. L'artista era reduce di svariate relazioni fallite, l'ultima era con Kevin Federline, padre dei figli con i quali la Spears si barricò in casa, impedendo loro di vederlo. Nello stesso anno il suo team fece di tutto per far si che il suo periodo in rehab fosse più breve possibile, così che la star potesse tornare sulle scene senza far passare troppo tempo. Ai Video Music Awards di quell'anno Britney tornò sul palco, presentando il singolo "Gimme More", ma era chiaro che l'artista non era ancora pronta a tornare sulla scene.

Nel mese di ottobre fu rilasciato Blackout, considerato uno dei migliori album pop mai costruiti. Il progetto è stato inserito anche nella Rock & Roll Hall of Fame.

Successivamente furono rilasciati anche Circus e Femme Fatale, progetti costruiti a regola d'arte che furono seguiti da tour mastodontici, ma ormai Britney era cambiata e, conseguentemente, anche la sua presenza scenica. Una delle accuse più pesanti giunte alla Spears è quella riguardante il playback: in molti credono che Britney non sia più in grado di cantare e pensano che durante i suoi show faccia uso del lip sync in modo massiccio.

Sono anni che la voce riguardo questo argomento invade l'internet e la Spears ha finalmente deciso di rispondere a tono: "Molte persone credono che io non canti dal vivo. Il fatto è che ballo moltissimo e uso un po' di playback, ma esso viene mescolato anche alla mia voce. Mi fa veramente arrabbiare questa accusa perché lavoro duramente sul palco e canto al tempo stesso, nessuno mi da mai credito per questo, sapete?"

Britney Spears sta ancora cavalcando il pop, il suo ultimo lavoro, "Glory", costituisce un progetto dalla produzione prestigiosa e, nonostante gli alti e bassi della sua carriera, la cantante resta sempre la principessa del pop amatissima dal suo pubblico (la sua recente lettera ai fan LGBT è diventata virale) e pioniera del genere.