Caput Mundi: I Mostri di Roma è la nuova miniserie di Editoriale Cosmo, nata da un’idea di Roberto recchioni (curatore di Dylan Dog, oltre a un’altra serie di meritevolissimi progetti), ma realizzata grazie a un team artistico di qualità tra cui Michele Monteleone e Dario Sicchio alla sceneggiatura, Pierantonio Bruno, a cui sono affidati i disegni e Marco Mastrazzo, autore della notevole copertina. La serie è il perno centrale attraverso cui ruota l’Universo Cosmo, un impianto narrativo che promette una serie di cross-over dei personaggi di Editoriale Cosmo, e a fare la prima comparsa è il vampiro Pietro Battaglia.

Un fumetto che rinnova un genere

Primo di sei numeri, Città di Lupi è la storia che apre l’arco narrativo ambientato nientemeno che a Roma, mostrandone appieno il lato oscuro.

Seguendo un filone tracciato da diversi prodotti mediali come Suburra e Gomorra, Caput Mundi è la nuova messa in scena, stavolta su carta, della criminalità italiana. Nonostante concettualmente possa essere affiancato ai film e alle serie citate, l’ultima uscita di Editoriale Cosmo non potrebbe essere più diversa da queste. Infatti le tinte noir del racconto si mescolano continuamente all’horror, senza tralasciare tuttavia la verosimiglianza della storia. Se alcuni personaggi appartengono al mondo fantastico popolato da vampiri e lupi mannari la natura del racconto rimane ‘realistica’, ricalcando le dinamiche del mondo criminale.

Un'opera di qualità

Che il fumetto in questione sia un’opera d’impatto lo si vede dalla copertina. Il lavoro di Mastrazzo, con devozione al dettaglio e un tocco di realismo che lega immediatamente il racconto ad un luogo più che tangibile, facendo apparire i ‘mostri di Roma’ nella loro rabbia e nella loro esaltazione umane, tralasciando zanne, canini e artigli vari.

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Il ritmo della narrazione è incalzante, non lascia al lettore un momento di pausa e lo coinvolge pienamente negli avvenimenti, catapultandolo già dalle prime pagine nel pieno delle vicende per poi accompagnarlo attraverso gli eventi che hanno condotto alla situazione che il lettore si trova davanti all’inizio, frammentando così il racconto pur rendendolo allo stesso tempo travolgente con una modalità prevalentemente cinematografica. Naturalmente il primo numero non fa altro che gettare le basi per il resto della storia, presentare alcuni personaggi e far capire al lettore che dietro c’è molto altro. La storia infatti è una continua scalata dai ‘piani bassi’ a quelli alti, si parte dai piccoli furti della piccola criminalità fino ad arrivare gradualmente ai grandi intrighi capitolini, in una lotta senza esclusione di colpi combattuta dalla Tangenziale al Vaticano.

Il primo numero di Caput Mundi: I mostri di Roma si è dimostrato all’altezza delle aspettative e non rimane che attendere i restanti cinque numeri con la speranza che quello che deve ancora arrivare sia allo stesso livello della prima uscita.

L’opera rimane uno dei prodotti più innovativi nel panorama fumettistico italiano ed è stata in grado di infilarsi in una corrente di prodotti mediatici già testati portando una boccata d’aria fresca e rinnovando il genere sulla scia dei grandi autori di fumetto italiani.