Biella non è Venezia e certamente i visitatori della mostra non supereranno le 700.000 unità che gremirono Palazzo Grassi in occasione dell'evento "I Celti. La prima Europa" organizzato nell'anno 1991 nella città lagunare. La grande mostra veneziana riscosse un successo enorme ed ebbe il merito di portare all'attenzione anche del grande pubblico la storia di una etnia tutto sommato ancora piuttosto misteriosa (i Celti) ma che per forza di cose deve esserci familiare, dal momento che popolò vaste zone dell'Europa e lasciò alle civiltà successive un'eredità molto più pregnante di quanto normalmente si pensi.

A distanza di 26 anni dalla mostra-evento di Palazzo Grassi, il piccolo capoluogo di provincia piemontese ha voluto (si parva licet componere magnis) riportare l'attenzione del pubblico sul mondo dei Celti, organizzando una mostra che, aperta il 16 luglio 2017, si concluderà il 29 ottobre 2017.

I Celti

I Greci li chiamavano Galati, i Romani Galli. Suddivisi in tribù, partendo dalle foreste dell'Europa centro-occidentale i Celti oltrepassarono le Alpi e già nella prima età del ferro nelle zone attorno al fiume Ticino, al Lago Maggiore e al Lago di Como

fiorì quella che poi gli archeologi hanno definito la "cultura di Golasecca".

In Italia ebbero contatti con gli Etruschi ed entrarono in conflitto con i Romani. Dapprima vittoriosi (celebre l'impresa dei Galli di Brenno che entrarono a Roma), furono poi ripetutamente sconfitti e nel I secolo a.C. può dirsi ormai completata l'assimilazione al mondo romano.

Al di fuori della penisola, altre tribù, seguendo il corso del Danubio, si spinsero fino al Mar Nero e all'Asia Minore.

È a Pergamo, infatti, che venne realizzato il monumento marmoreo raffigurante il "Galata morente", per celebrare la vittoria degli eserciti di Attalo I sui Celti (o Galati).

La mostra

A Biella la mostra è ospitata presso il Museo del Territorio Biellese, a sua volta realizzato all'interno del complesso monumentale (chiesa+convento+chiostro) di San Sebastiano, raro esempio di architettura bramantesca in piemonte, costruito all'inizio del Cinquecento e restaurato tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo.

La mostra è incentrata in particolare sulla presenza dei Celti in Piemonte nel periodo compreso tra il VI secolo a. C. (epoca della "cultura di Golasecca") e il I secolo a.C., quando si completò la romanizzazione.

I corredi funebri, i gioielli, i vasi in terracotta e in bronzo, le monete in oro e in argento contenute nel percorso espositivo narrano la vita quotidiana dei Celti e sono testimoni del raggiungimento di un grado di civiltà discretamente elevato, forse un poco fuori dallo stereotipo del rude guerriero celtico tutto muscoli e poco cervello.

Ma l'indole guerriera dei Celti ricompare con l'esposizione di spade, di lance e di un bellissimo elmo in bronzo, simbolo perfetto della fierezza di un popolo che, ancorchè vinto, anche di fronte alla morte imminente non rinuncia all'onore e alla dignità.

Ecco quindi che il Galata morente diventa il Galata vincente che dà il titolo alla mostra.

Informazioni utili

Come si arriva a Biella:

  • in auto, autostrada A4, uscita Carisio;
  • in treno, linea Torino-Milano, con cambio a Novara oppure a Santhià.

Orari di apertura della mostra:

  • da mercoledì a venerdi ore 10:00 - 12:30 e 15:00 - 18:00;
  • sabato e domenica ore 15:00 - 19:00.

Biglietti:

  • intero Euro 5,00;
  • ridotto Euro 3,00;
  • la prima domenica di ogni mese l'ingresso è gratuito.

Sito web:

  • www.museodelterritorio.biella.it
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