Come ormai tutti sappiamo, la 74esima edizione della mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia si è conclusa da poco, dopo aver sfoggiato un red carpet da urlo, con alcuni tra i più acclamati personaggi del cinema, da George Clooney a Penelope Cruz, passando per Paolo Virzì, Micaela Ramazzotti e molti altri. Le idee proposte sui grandi schermi sono state altrettanto entusiasmanti, e hanno saputo mettere in grande difficoltà la giuria composta da Edgar Wright, Jasmine Trinca, David Stratton, Rebecca Hall, capitanati da Annette Bening.

Dopo il Leone d'oro vinto da Guillermo del Toro e il premio per la miglior interpretazione femminile consegnato a Charlotte Rampling, ecco cosa hanno da dire le maggiori testate giornalistiche riguardo le pellicole in concorso a questa 74esima edizione del festival veneziano.

Ecco cosa i giornali esteri dicono di Venezia 74

Cominciamo dal film vincitore: "The shape of water" di Guillermo del Toro pare essere - a detta di Joshua Rothkopf del "Time Out"- un'ondata orgasmica per tutti i fan. "Provate a immaginare una versione dolcemente aggressiva e a tratti sconvolgente di Amelie in cui la protagonista ha una relazione con il mostro della laguna nera". Non viene esclusa, poi, una gratuita lettura politica del film, da cui l'autore del Time Out esorta a non lasciarsi distrarre. 3 stelle a Guillermo del Toro da parte del giornale inglese.

Che dire invece della pellicola piena di aspettative (forse per il ruolo della bella Jennifer Lawrence?) "The Mother"? A chiarirci le idee è Stephanie Zacharek di "Time": la Lawrence e Javier Bardem in un flop comune per quello che le sembrerebbe essere un film stupido e molto ambizioso, divertente solo perché lo spettatore non capisce dove Darren Aronofsky voglia andare a parare.

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I due vanno a vivere in una casa isolata e con il passare del tempo il personaggio femminile non capisce più cosa accada fuori e dentro di lei.

Pare che il regista abbia fatto un "copia e incolla" di molti elementi di altri film per quella che è una pellicola che "cerca disperatamente di sembrare folle e inquietante, ma fa pensare costantemente agli sforzi compiuti per provarci".

Soltanto 2 stelle per un film che solo qualche giorno fa si presentava sotto i riflettori di Venezia pieno di aspettative.

Ancora una pellicola di successo...e ancora un flop

Di "Downsizing" parla il "Financial Times" con la penna di Raphael Abraham, che ne esalta l'aspetto "leggero e zuccheroso, con appena una nota aspra". In un futuro vicino a noi Matt Damon e Kristen Wiig vengono rimpiccioliti al fine di migliorare il loro tenore di vita. E' un motivo cinematografico a cui già tante volte il pubblico ha avuto modo di assistere, ma Alexander Payne ha saputo generare un tipo di satira in cui dolcezza e follia sono in perfetto equilibrio dinamico tra loro, e ora può essere orgoglioso delle 3 stelle che il "Financial Times" gli attribuisce.

Tra le proposte arriva anche quella di Ai Weiwei, regista cinese che si circonda di centinaia di collaboratori inviati in 23 paesi e decine di operatori impegnati migliaia di ore nelle riprese. Secondo "Le Monde", il desiderio ambizioso di porre sugli schermi il fenomeno delle attuali migrazioni di massa rimane oscurato dalla sovrabbondanza di fonti e "l'inevitabile effetto guazzabuglio", che indeboliscono l'intera operazione. 2 stelle per "Human flow".

Come si è potuto constatare, tanto sfarzo e riflettori su una mostra che comunque ha avuto modo di presentare molti fallimenti, ma è anche questo un aspetto che rende curioso e affascinante un evento come questo; chi può dirlo...magari i "registi flop" torneranno alle prossime edizioni più agguerriti che mai!