Alain de Botton (Zurigo, 1969) è uno scrittore svizzero che segue uno stile filosofico nell'affrontare le questioni, e ha sviluppato un particolare interesse per eventi di vita quotidiana. Considerato un grande innovatore per aver aperto il canale YouTube "The School of Life", si sofferma ad analizzare da un punto di vista razionale i piccoli drammi giornalieri che le persone vivono. Uno di questi viene affrontato nel suo primo romanzo in cui parla del tema dell'amore, analizzando il processo di fine e inizio di questo sentimento ("Esercizi d'amore", 1993).

Secondo l'autore, l'amore nasce sulla base di una risposta romantica [VIDEO], per cui si sceglie la persona sulla base di quanto essa ci faccia stare bene, che sia in grado di realizzare i nostri bisogni e le nostre richieste, favorendo così la fase di innamoramento.

La teoria dell'attaccamento e l'identificazione con i genitori

La scelta del partner può essere spiegata tramite la teoria dell'attaccamento formulata da Bowlby, secondo cui il modo con cui le persone significative - i genitori - entrano in contatto con il neonato, può creare dei modelli "inconsci" che generano un'idea, nel bambino, su cosa aspettarsi da quella relazione. Sulla base di queste aspettative, il bimbo crea i suoi modelli e modi di interagire per relazionarsi con gli altri. Quindi il tipo di rapporto che si instaura con i genitori genera dei modelli comportamentali e affettivi [VIDEO]che, in età adulta, si ricercheranno nelle persone affettivamente ed emotivamente importanti, e si stabiliranno più frequentemente relazioni con persone che soddisfino quelle determinate aspettative.

In altre parole, se da un genitore si ricevono affetto e attenzioni, si crea un modo di interagire con gli altri basato sulla soddisfazione di quelle caratteristiche presenti durante l'infanzia. Se invece il genitore offre una relazione affettiva basata su disinteresse e scarsa comunicazione, si tenderà a perpetuare questo specifico modello di comportamento, instaurando relazioni basate sul disinteresse e sulla costante ricerca di sicurezza. Questi modelli di relazione variano in funzione della figura di riferimento, quindi si può avere un rapporto basato sulla disponibilità emotiva con un genitore e una relazione completamente opposta con l'altro. Tuttavia nelle relazioni applichiamo un solo modello di attaccamento, che spesso si configura con quello che caratterizza la relazione con il genitore con cui ci identifichiamo.

Risulta fondamentale, quindi, il ruolo dell’identificazione. Freud definisce l'identificazione primaria come un processo che si verifica a circa 4-5 anni, che si configura come il riconoscimento in una delle figure genitoriali.

Quindi il bambino assume dei ruoli e delle modalità comportamentali in linea con il genitore in cui si rivede. Di conseguenza, se il bimbo si identifica con il genitore che offre una relazione affettiva positiva, in futuro cercherà una figura che rispecchi nel modo più simile possibile ciò che ha avuto nell'infanzia.

Perché mi innamoro sempre delle persone sbagliate?

Su queste basi, è probabile che se durante l'infanzia si è instaurata una relazione affettiva insoddisfacente e centrata su un'instabilità emotiva caratterizzata da un'assenza di interesse da parte dell'adulto con cui ci si è identificati, anche da adulti si tenderà a sentirsi più a proprio agio in una relazione che offre un'esperienza emotiva simile, nonostante ciò faccia soffrire. Infatti questo processo è di natura totalmente inconsapevole, non ci si rende assolutamente conto che si sta cercando ciò che si è vissuto nella fanciullezza, e perciò non si ha un controllo cosciente sull'instaurazione di una relazione basata su aspetti differenti da quelli già conosciuti, ma si applicherà l'unico modo di interagire e rapportarsi che si conosce, ed è esattamente quello che si è avuto con la persona con cui ci si identifica.

Quando ci si innamora della persona sbagliata, quindi, il motivo può essere ritrovato nella tendenza di ricreare quelle stesse situazioni da cui spesso si cerca di fuggire, ma che sono le uniche che si conoscono e che offrono una sorta di stabilità, nonostante la sofferenza che possono procurare.