Per alcuni, i Bastardi di Pizzofalcone sono la squadra investigativa più famosa d’Italia. Quelli che invece ancora non li frequentano, non ci mettono tanto a diventare loro fan. Basta aggirarsi nei pressi di una loro storia e il gioco è fatto. Maurizio De Giovanni ha una capacità particolare per organizzare i plot dei suoi gialli. Le indagini dei poliziotti napoletani non lasciano indifferenti. E, a queste tipologie di storie, non sfugge di certo l’ultima avventura pubblicata dallo scrittore partenopeo.

Trama del libro

Il giallo di Maurizio De Giovanni, Souvenir uscito il 5 dicembre 2017 per Einaudi Stile libero, muove dal ritrovamento di un uomo in viaggio in Italia, a Napoli.

L’individuo è rinvenuto steso a terra. Nel sangue, nel cantiere del metrò partenopeo. Lo scrittore usa l’escamotage dell’uomo assalito come ponte. Infatti, è superando i suoi “gradini” che il lettore raggiunge i pressi di un’altra figura. Si tratta della madre dell’aggredito. Quindi, ecco entrare in azione i poliziotti di Pizzofalcone. Ormai e rispetto alla precedente pubblicazione del romanziere, “Pane”, questa “speciale” squadra costituita da donne e uomini di legge si è guadagnata il rispetto di altri colleghi. Non hanno più quell’aria da reietti provenienti da commissariati che si sono tenuti i migliori. Così come, il metodo d’indagine usato, sembra dichiarare a chiare lettere la maturazione dei sette poliziotti. La loro attività non si fonda principalmente sull’azione. Infatti, largo spazio è dedicato all’analisi delle anime dei protagonisti.

I personaggi di “Souvenir”

La madre dell’uomo rinvenuto insanguinato – Ethan – è Charlotte Wood. È una ex diva di Hollywood. Ormai anziana, la donna, più che dedicare i ricordi ai rimorsi, trova più utile e vantaggioso indirizzare l’attenzione a un passato gonfio di sogni. E rimpianti. Lei ha speso l’esistenza con gli occhi rivolti a un tempo lontano. A quando, nel 1962 e illuminati dalla luna di Sorrento, ha avuto un amore chiamato Mimì. Quell’uomo, al quale si è stretta una sola volta, non è mai stato dimenticato. Non lo dimentica nemmeno quando il fato gli regala una folgorante carriera in America. E nemmeno ora. Ora che è provata dall’Alzheimer. Il libro è ricco di personaggi pronti a concedere riflessioni centrate. Come quella dell’ispettore Lojacono: “È nel passato che bisogna scavare”, o dell’esponente del clan Sorbo, Nicola Picariello, il quale considera che "il passato ritorna sempre. E presenta il conto". Inoltre, quest’opera di Maurizio, con l’indagine che tende a scardinare il trascorso per giungere alla soluzione, rivela anche un’attitudine a un confronto generazionale dove genitori e figli provino a tentare un dialogo.