Da che mondo è mondo, i regimi autoritari hanno sempre fatto affidamento sulla macchina propagandistica. E il leader del Nord Corea non è certo da meno. Un ex residente di Pyongyang ha infatti offerto i manifesti presenti nel paese alla Galleria d'Arte dell'università di Hong Kong.

La maggior parte delle immagini promuove l'agricoltura e la scienza, offrendo un punto di vista un po' diverso da quello che il mondo occidentale ha sempre avuto nei confronti della nazione asiatica. Con 25 poster di proprietà di Katherine Zellweger, cronista che ha vissuto per 5 anni nella capitale Pyongyang [VIDEO], ora esposti (fino al 28 gennaio) al Museo e alla Galleria d'arte dell'Università di Hong Kong, il direttore del museo, Florian Knothe, ha dato una sua osservazione degli elementi di design nei manifesti stampati su ordine del dittatore.

Non solo missili

Nei manifesti anti-americani - tipicamente conosciuti dalle nazioni democratiche come minacciosi e aggressivi - i soldati sono sempre maschi. Ma le donne sono spesso usate per comunicare messaggi relativi all'agricoltura e all'industria."Gli agricoltori nei manifesti sorridono quasi sempre alle donne indaffarate nell'allevamento o nell'agricoltura del cotone", ha detto Knothe, aggiungendo: "moltissime donne vengono anche raffigurate per promuovere argomenti legati al lavoro o alla scienza.

Come avviene in gran parte del mondo, le autorità nordcoreane usano i manifesti come canale di informazione pubblica. La differenza è che questi restano l'unico vero, potente mezzo di informazione, avendo il popolo nordcoreano accesso limitato a Internet e solo una manciata di canali TV autorizzati.

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"C'era un poster prodotto ogni giorno, secondo il censimento nazionale del 2008", ha detto Katharina Zellweger. E il militarismo di Kim Jong Un [VIDEO] non aiuta certo all'apertura mediatica.

Lato positivo di questa industria di propaganda è il fatto che la Corea del Nord produce anche una serie di manifesti antifumo, avendo aderito alla Convenzione dell'OMS sul controllo del tabacco nel 2005. Secondo l'OMS, il paese "celebra vivamente" la Giornata mondiale contro il tabacco ogni anno.

Colori che nascondono messaggi

"Si può davvero vedere come, nel tempo, diverse politiche siano state comunicate alle persone", ha detto Knothe, riferendosi allo sviluppo della storia della propaganda in Corea del Nord. "Kim Jong Un suggerisce il cambiamento sociale, la crescita economica e il progresso scientifico - come l'elettrificazione del paese".

I poster della collezione Zellweger sono particolarmente utili per esaminare gli sviluppi avvenuti nel settore agricolo. "Si possono osservare i cambiamenti nelle colture, con le pratiche agricole che migliorano anno per anno", ha dichiarato Knothe.

"Un obiettivo comune in Corea del Nord è quello di trovare modi per essere più produttivi: c'è un poster con un microscopio e una selezione dei manifesti che generalmente si basa anche sull'uso dei colori, spesso vivaci".

Ma oltre a catturare l'attenzione, i colori sono simbolici e particolarmente scelti per entrare in risonanza con il pubblico. "Il simbolismo tradizionale del colore coreano si basa sui cinque elementi: legno, fuoco, terra, metallo e acqua", ha spiegato Zellweger. "E la maggior parte delle volte, i poster utilizzano cinque colori base: blu, rosso, giallo, bianco e nero: i colori hanno poi tutti un significato: il rosso è il colore del socialismo e dell'aggressività ma anche della passione, il blu simboleggia pace e armonia tra i simili, per questo motivo viene spesso utilizzato nei manifesti educativi; il nero rappresenta l'oscurità e il male, quindi viene spesso usato nei poster americani e anti-giapponesi: oro e giallo, infine, sono per prosperità e gloria, sia nei confronti del popolo che del loro capo supremo".