Milano festeggia una nuova partnership internazionale, il Frankfurt-Milan Fellowship, tra la Frankfurter Buchmesse, e Tempo di Libri (dall’8 al 12 marzo a fieramilanocity). La notizia è giunta poche ore dopo l’annuncio della partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore alla Frankfurter Buchmesse 2023 a seguito della sottoscrizione dell’accordo di ospitalità d’onore firmato dal Ministro Dario Franceschini e il presidente della fiera tedesca sotto gli occhi del presidente AIE (Associazione Italiana Editori) Ricardo Franco Levi.

Pubblicità
Pubblicità

Il Frankfurt Fellowship è stato lanciato lo scorso anno per celebrare il 50° anniversario della fiera, con l’obiettivo di creare e promuovere nuovi contatti tra editori di tutto il mondo. Per l’occasione, il 6 e il 7 marzo editor e manager rights delle case editrici che hanno aderito al programma dell’ultima edizione della fiera di Francoforte incontreranno editori e librerie italiane. I partecipanti sono editori provenienti da tutto il mondo, come la casa editrice colombiana Intermedio Editores, o la giapponese Iwanami Shoten Publishers.

Pubblicità

Rappresentante italiano è l'editore veneziano Marsilio.

Lo scambio internazionale è consolidato dall’introduzione del Mirc (Milan International Right Center) all’interno della fiera milanese. Ricardo Franco Levi ha infatti commentato la notizia del gemellaggio tra le due fiere affermando che “l’internazionalità è un asse fondamentale per Tempo di Libri”. Il fattore internazionalità continua a essere vincente per il progresso del capoluogo lombardo, e consente di tratteggiare più chiaramente il profilo di Tempo di Libri, della cui identità ci si era chiesti la natura, a seguito delle polemiche con il Salone del libro di Torino e del clamoroso flop di visite della sua prima edizione nel 2017.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Milan Libri

Oggi la fiera milanese sembra decisamente più incentrata sullo scambio dei diritti tra editori di tutto il mondo, dando la possibilità a editori italiani grandi e piccoli di facilitarne la compravendita. È proprio qui la differenza con il Salone di Torino, che, nella scorsa edizione, ha invece rivendicato l’attaccamento al territorio piemontese e all’affezionato pubblico che da anni ne riempie le sale.

Dopo le polemiche tra grandi editori e AIE con la fiera torinese oggi le acque sembra che si siano calmate. Infatti il maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, ha confermato la presenza al Salone di Torino, seguito subito da Stefano Mauri, presidente Gems.

Milano guarda agli editori e Torino ai lettori, sono pertanto entrambe assolutamente necessarie in un'Italia dove la percentuale dei lettori è sempre più bassa (nel 2016 solo il 40,5%) e dove, nonostante le apparenti riprese del mercato del libro, la presenza esorbitante di titoli (oltre 66 mila novità nel 2016) ne rende difficile l'affermazione sul mercato e la durata in libreria.

Pubblicità

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto