"Sta arrivando il fuoco". "Ciao mamma, grazie per tutto quello che mi hai dato". Queste sono state le ultime parole che Marco Gottardi e Gloria Trevisan hanno pronunciano al telefono, ai loro genitori, poco prima che i 24 piani della Grenfell Tower di Londra venissero completamente avvolti dalle fiamme, quella notte del 14 giugno 2017. Ecco, le parole: hanno il potere di distruggere e di creare, ferire e infondere sollievo.

Sono come degli incantesimi, con cui poter rendere felice un uomo o spingerlo alla disperazione; con le parole un buon insegnante può trasmettere il suo sapere agli studenti; un buon oratore può influenzare i giudizi e le decisioni altrui. Con le parole, una madre può anche esorcizzare la morte di un figlio.

La fiaba, per una fine diversa

C'erano una volta, Marco e Gloria. Erano una coppia di fidanzati, l’uno della provincia veneziana e l’altra della provincia padovana, entrambi architetti e a Londra da appena tre mesi per lavorare, carichi di tutte le speranze che si hanno a 27 anni.

Abitavano al 23° piano della Grenfell Tower. Ma nel sogno di Daniela Burigotto, la madre di Marco - che ha ispirato poi la fiaba del Libro illustrato per bambini "Il cavaliere e la principessa" - è una torre medievale, avviluppata dalla lingua infuocata di un drago cattivo, invidioso della loro felicità. Il tenace ragazzo, riconosciuto il pericolo, si trasforma in un cavaliere, vestito di azzurro e con la spada sguainata.

La ragazza coi lunghi capelli biondi diventa per magia una principessa con un lungo abito di tulle rosa. E - soprattutto - c'è il lieto fine, coi due giovani avvolti tra le farfalle e le libellule, sani, salvi e innamorati. Li sogna così e ne racconta così nella fiaba, Daniela.

Il buon proposito del libro

Il libro è di 34 pagine, illustrato a colori. Tutto prodotto dai genitori di Marco, con il sostegno e il coinvolgimento degli amici dei due ragazzi.

Nessun professionista coinvolto, volutamente: c'è chi si è impegnato nella revisione dei testi, chi si è occupato della presentazione, chi del lancio promozionale, chi delle foto, chi delle illustrazioni. Esiste un intento pedagogico a tutto questo lavoro: quello, cioè, di educare alla buona pratica delle costruzioni edilizie, nel valutarne bene i materiali da usare. Perché se la torre non fosse stata ristrutturata con quei pannelli che l’hanno fatta divampare come una torcia, i due giovani - forse - sarebbero ancora vivi.

L'obiettivo, in tal senso, è quello di sostenere attraverso alcune borse di studio gli studenti dell'Istituto Tecnico Scarpa di San Donà, impegnati in progetti di sicurezza edilizia. Ai bambini, invece, resta in dono la fiaba, la storia incantata, i personaggi da vedere come esempio, il ricordo dei due ragazzi da custodire.

Da tutto questo progetto, sono state autoprodotte circa 1.600 copie e regalate ai bambini delle scuole dell'infanzia di San Stino di Livenza, a Venezia, le stesse frequentate anche da Marco.

Altre copie sono state richieste dal consolato di Londra che, una volta tradotte, intende proporle alle scuole italo-inglesi.

Una seconda vita, fatta di carta e inchiostro, per Marco e Gloria che "vivono per sempre felici e contenti".

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