Il Palazzo delle Arti di Napoli, a partire da ottobre 2018, ospiterà più di 200 opere del grafico olandese di Leeuwarden Maurits Cornelis Escher in una mostra organizzata dal Gruppo Arthemisia e coordinata attraverso la collaborazione della M.C. Foundation e del Comune di Napoli. Il successo planetario raggiunto dall'artista nel nuovo secolo, è giunto clamorosamente anche in Italia con l'inaugurazione di gallerie che ripercorrono l'incredibile geometria delle sue tassellature e la distorsione delle costruzioni impossibili di Escher; a tal proposito si può citare la mostra conclusasi il 28 gennaio 2018 al Palazzo Blu di Pisa.

Un nuovo modo di guardare l'arte

Conferendo concretezza ad astrazioni, Escher andava definendo con rigore grafico un nuovo rapporto con la tradizionale dimensione artistica: l'avanguardia escheriana si condensa proprio nella sua esclusiva e forse inconsapevole interpretazione rigidamente geometrica e illusionistica dello spazio pittorico.

Gli anni di maggiore produttività artistica si intrecciavano infatti con i fermenti estetici del Cubismo e del Surrealismo, con la novità dei postulati sulla teoria della relatività formulata da Albert Einstein, con i nuovi interessi ottici e matematici e in particolare con i primi viaggi in Italia. Quella di Escher sembra non gerarchizzarsi in nessuna delle moderne avanguardie storico-artistiche ma è comunque facile il confronto con i principi del Surrealismo e con pittori che operarono negli stessi anni, basti pensare alle assurde distorsioni sensoriali di René Magritte, originale esponente della stagione surrealista. I nuovi interessi ottici e matematici e il l'attenzione riservata agli oggetti impossibili, come il cubo di Necker, il triangolo e scala di Penrose, furono spunti notevoli per la tarda produzione dell'artista; un esempio potrebbe essere "Belvedere" del 1958 che costituisce una sintesi della perfetta irregolarità ottica che Escher seppe ottenere nelle sue architetture bidimensionali.

Il legame con i paesaggi italiani

Nel 1922 Escher compì il suo primo viaggio in Italia. Qui egli trovò nel clima mite, nella luce e nelle forme plastiche delle abitazioni dell'Italia meridionale la più proficua fonte d'ispirazione per la realizzazione di numerose litografie. I declivi calcarei della costiera amalfitana ispirarono, a tal proposito, un'elegante incisione del 1931 che con un modulato equilibrio cromatico raffigura uno scorcio del paesaggio campano. A partire da Ottobre, l'Italia del 21° secolo rivisiterà se stessa attraverso incisioni e litografie che mostrano i suoi migliori panorami, valutati e interpretati da Maurits Cornelis Escher nell'arco temporale che precedette la seconda guerra mondiale.