Classe 1968, Massimo Di Cataldo realizza ed interpreta la cover del celebre brano “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti dell’album “Una giornata uggiosa”. Un sogno divenuto realtà per il cantautore romano, che ha da sempre avuto una forte passione per Battisti, uno dei principali modelli d'ispirazione per la sua musica. La versione 'rockettara' di “Con il nastro rosa” giunge dopo gli ultimi tre inediti di Di Cataldo, tra cui “Domani chissà”, “Prendimi l’anima” e “Ci credi ancora all’amore”, e la partecipazione ai programmi televisivi “Tale e quale show” ed “Ora o mai più”. In questa intervista per Blasting News, il musicista si è raccontato tra progetti musicali e ricordi legati alle sue recenti esperienze televisive.

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L’intervista

Abbiamo ascoltato la tua cover “Con il nastro rosa” come omaggio al grande Lucio Battisti e ci è piaciuta molto. Per quale motivo hai voluto realizzarla in chiave rock?

Questa canzone è nata dopo diversi anni di musica dal vivo con la band, e quindi l’arrangiamento si è evoluto pian piano suonando live. Questa canzone per me è molto emblematica perché quando ero bambino la ritenevo, come tuttora, una grande ispirazione. Questa cover deriva proprio da lì ed è arrivata in un momento in cui ho voluto fare un omaggio a Battisti e soprattutto al grande Mogol, che ha scritto numerosi testi delle nostre canzoni italiane.

Una domanda di curiosità: se Battisti fosse un grande poeta del passato chi potrebbe essere?

Eh non saprei… Battisti è stata una figura abbastanza rivoluzionaria nella musica in Italia. Credo che avrebbe vissuto il periodo della 'Beat Generation', perché lui aveva un modo di comunicare molto diretto. Inoltre, Battisti era un musicista che si riteneva “disimpegnato”. Un termine che lui ha usato proprio in un’intervista perché non voleva prendersi un vero e proprio impegno se non quello della musica, nella quale è stato un grande maestro e un arrangiatore fenomenale.

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Comunque, lui ha creato a livello musicale delle opere meravigliose e ha composto brani fantastici. Quindi è anche un grande compositore di alto livello.

Qual è la cosa che ti lega di più al ricordo di Battisti?

Sicuramente il brano “Con il nastro rosa”, perché quando lo ascoltai per la prima volta a dodici anni mi colpì tantissimo. Quindi il ricordo è abbastanza nitido nella mia memoria. Ricordo che ero in macchina con i miei genitori per andare in vacanza e passò questa canzone in radio e da allora rimasi incuriosito dalla voce di Battisti e da quello che riusciva a fare con la musica.

Per me è stato un grande stimolo positivo.

Sappiamo che hai realizzato altri singoli come “Domani chissà”, Prendimi l’anima” e “Ci credi ancora all’amore”. Quale ti rappresenta di più?

“Ci credi ancora all’amore” è un brano molto forte, dirompente e rappresenta quello che sarà il prossimo album. Mi rispecchia molto questa canzone perché è un ideale. “Prendimi l’anima” è stato il primo singolo e poi è arrivato “Domani chissà” e adesso è uscito “Ci credi ancora all’amore”. Quest’ultimo è un brano che sento mio perché racconto proprio quello che ho vissuto nel mio intimo ed è assolutamente introspettivo.

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Parla di un sogno e di come a volte i sogni ci spingono a fare delle scelte nella realtà.

Parliamo invece della tua esperienza alla scorsa edizione di “Ora o mai più”. Come è andata? E quale è stato per te il giudice più severo e quello meno?

Bhé, non mi pare ci siano stati giudici severi perché sono sempre stati molto carini. Mi sono trovato davvero bene con Patty Pravo perché per me è stata una grande maestra e una figura di rifermento molto importante. Devo dire che “Ora o mai più” è stata un’esperienza molto piacevole perché è stato bello trovarmi lì assieme a tanti amici e colleghi. Inoltre, mi ha fatto piacere anche il loro atteggiamento di rispetto nei confronti della musica, perché non è sempre semplice fare questo lavoro.

Dato che attualmente sei impegnato con il tuo nuovo album di inediti che uscirà in primavera, potresti svelarci qualche piccolo dettaglio?

Il nuovo album sarà un LP, cioè quello che negli anni ’60 e ’70 si chiamava “long playing”. Mi piace pensarlo così anzi farò anche una tiratura in vinile. Questo disco arriva al momento giusto perché è un periodo in cui ho voglia di raccontare quello che sto vivendo nella mia vita. Nell’album ci saranno singoli già usciti e molti inediti tranne la cover “Con il nastro rosa”. Insomma, è un album sentito profondamente, nel senso che sono molto legato alle canzoni che sto scrivendo. Poi, mi devo dare un limite perché continuo a scrivere una canzone dietro l’altra e quindi non potrò inserirle tutte in questo progetto.