E' stata presentata il 17 aprile al Censer (Centro servizi) di Rovigo la start up culturale "Fabbrica dello zucchero", così denominata per il fatto di avere sede nello spazio che fino al 1978 è stato uno zuccherificio.

Si tratta di un progetto all'avanguardia che ha impiegato i fondi del bando della Regione Veneto "Por Fesr 2014-2020" destinati ordinariamente ad agricoltura, industria, commercio ed artigianato, ma estesi per la prima volta alle imprese culturali e creative.

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Il presupposto delle iniziative poggia sulla saldatura riconosciuta fra economia e cultura come volano di sviluppo con l'obiettivo della riqualificazione delle aree di archeologia industriale e della creazione di un polo culturale e laboratorio artistico. I soggetti promotori sono "Ente Rovigo Festival", "Associazione Balletto Città di Rovigo", con la collaborazione di "Censer Spa" e "Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo".

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Imparare dal futuro

"Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato". E' una citazione dal filosofo Friedrich Nietzsche e talvolta le grandi idee hanno bisogno della visione e della dimensione futura. Con queste caratteristiche decolla il progetto "Fabbrica dello Zucchero" dato che, come ha sottolineato il direttore artistico Claudio Ronda "L'investimento in attività creative genera benessere".

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Tutto questo richiede un proficuo sbilanciamento in una proiezione in avanti che definisce la "mission" delle attività consistente nel mutamento dell'immaginario collettivo, in una modificazione dei punti di vista. "Laddove il tempo attuale eleva spesso muri sociali ed individuali - ha ribadito Ronda - noi proponiamo progettualità che partono dalle periferie del mondo per aprire punti di osservazione privilegiati e favorire l'incontro, anche nella dimensione simbolica, fra le persone.

A confronto ci sono forme di sapere e linguaggi nella loro attitudine a divenire strumenti di collegamento. Alcuni studi dimostrano, inoltre, che il permanere delle attività culturali è il miglior antidoto al degrado urbano, ambientale e sociale". Serve quindi che gli spazi urbani imparino dalle loro potenzialità puntando al futuro che già si scorge nel presente.

L'inizio della programmazione

Il primo evento è previsto per il 30 aprile alle ore 21 nelle aree Censer ed è aperto gratuitamente al pubblico che potrà ripercorrere, attraverso le suggestioni e rievocazioni proposte, la storia dell'ex zuccherificio e le sue trasformazioni.

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Il Centro Servizi di Rovigo, che già è incubatore di start up innovative nell'ambito della ricerca e delle applicazioni tecnologiche, oltre che spazio fieristico ed ambito di un'ampia convegnistica, si apre alla cultura che comprende formazione e co-working permanente, aggregazione di idee e proposte. Il prossimo 16 giugno si svolgerà la festa delle attività artistico-culturali permanenti mentre il 28 e 29 settembre sarà la volta di "Tensioni", il primo Festival della Fabbrica dello Zucchero che, come è stato spiegato, "Sulla rotta del dubbio si domanda che tipo di società vogliamo diventare" e per il quale è previsto un bando di selezione e partecipazione di nuovi talenti.

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A novembre, invece, inizieranno le rassegne sul Cinema per il "Cinecolonne Visioni" e l'approfondimento tematico dedicato alla Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

Le dichiarazioni dei promotori

Claudio Curina, il Presidente de "La Fabbrica dello Zucchero" lascia trasparire la consapevolezza della particolarità del progetto: "E' un itinerario ambizioso - afferma - innestato sulla crescita sociale, che si avvale di contributi finanziari e apporti importantissimi per fondere le sinergie fra economia e cultura".

Di "sperimentazione" parla, invece, l'amministratore unico di Censer Spa Giuseppe Toffoli secondo il quale "L'area fieristica rodigina è adatta ad accogliere attività artistico-culturali che si aggiungono alla presenza del Consorzio Università Rovigo ed incrementano le finalità della ricerca".

L'Assessore Regionale alla Cultura Cristiano Corazzari ha spiegato che "Il 5 per cento del pil regionale del Veneto proviene dai servizi culturali che rappresentano elementi di competitività e di avanzamento per i territori". Mentre Roberto Saro, Segretario Generale della Fondazione Cariparo, ha dato risalto alla somiglianza de "La Fabbrica dello Zucchero" ad altre realtà polifunzionali come il "Cariplo Factoring" di Milano ed al fatto che il Censer si prepara ad essere "Un perno dell'innovazione tecnologica e della cultura".

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