"If you had another shot, another opportunity...". E' questa la descrizione al post su Instagram con la quale Eminem, citando e modificando l'attacco della sua celebre canzone "Lose Yourself", annuncia la propria comparsa nella notte degli Oscar sul palco degli Academy Awards. Sguardi attoniti, confusi, eccitati, o persino sonnecchianti (vedi Martin Scorsese), accompagnano la salita sul palco del rapper di Detroit, che si esibisce per la prima volta durante questa cerimonia. La domanda che rimbalza tra i più giovani e tra coloro che conoscono poco del rapper è solo una: "Perché?".

Una risposta è in parte semplice, ma da trovare scavando un po' tra le sabbie del tempo. Torniamo agli inizi degli anni 2000, quando Eminem, all'anagrafe Marshall Mathers, sale alla ribalta nella scena hip hop americana e non solo. Il mondo della musica viene travolto dalle rime sferzanti, crude e spesso violente del rapper, che fa tanto in fretta ad acquisire un'enorme fan base quanto ad attrarre odio da chi si opponeva ai suoi versi misogini, contro i gay e unpolitically correct. Correva l'anno 2002 quando Marshall, al culmine della popolarità, svolge il ruolo di attore protagonista nel film "8 Mile", che descrive la vita di un giovane artista hip hop che prova a sfondare con le proprie rime.

Sebbene molti ritengano che la trama del film ripercorra le vicende reali della vita di Eminem, non è proprio così, ma la pellicola ottiene il successo sperato e finisce per essere nominata agli Oscar. La colonna sonora del film, "Lose Yourself", vince il premio come "Best Original Song" e passa alla storia come la prima canzone rap ad essere premiata agli Academy Awards. In occasione della cerimonia di premiazione, il rapper non è presente e al suo posto sale sul palco per ritirare la statuetta Luis Resto, co-compositore della canzone.

E qui troviamo la prima risposta ovvia alla nostra domanda iniziale: Eminem voleva finalmente prendersi la scena sul palco sul quale non si era mai presentato, pur meritandoselo.

L'Oscar e i problemi di salute

Tutto ciò però genera un altro, spontaneo quesito: perché diciassette anni dopo? Ora dovremo fare delle supposizioni e delle ipotesi, attenendoci però ad alcuni fatti concreti. Il primo di questi fatti è la condizione di salute di Mathers nel 2003, anno in cui si svolge la cerimonia.

Come rivelato dal rapper tempo dopo, l'abuso di droghe e farmaci aveva preso il sopravvento nella vita dell'artista. Per girare "8 Mile", Eminem fu costretto a tenere dei ritmi di lavoro fuori dal normale, che lo costrinsero ad utilizzare diversi farmaci per dormire e alcuni tranquillanti. Nello stesso periodo, Slim Shady stava lavorando al suo terzo album da solista, "The Eminem Show", considerato un capolavoro immortale dell'hip hop. Il mix di tutto ciò trascinò il rapper in un vortice dal quale faticava ad uscire, tanto da rischiare anche la morte per overdose. Da quel momento in poi, le carte in tavola cambiarono e non si parla più dell'artista, ma dell'uomo Marshall, che si trova ad affrontare tantissime difficoltà prima di disintossicarsi e tornare sobrio.

Nel 2004 uscì l'album "Encore", seguito da una lunga pausa di cinque anni nella quale Eminem affrontò di petto i propri problemi personali. Il suo ritorno sulle scene è datato 2009 con l'album Relapse e nel 2010 con Recovery, disco che diede il via alla rinascita del Marshall Mathers maturo che conosciamo oggi.

L'ultimo album, 'Music To Be Murdered By'

Facciamo un salto avanti e torniamo al 2020. Il 17 gennaio Eminem rilascia a sorpresa l'album "Music To Be Murdered By", undicesimo nella sua discografia, accolto alla grande dal pubblico e con opinioni combattute dalla critica musicale. Il disco si piazza al quarto posto in Italia nella classifica Fimi dopo la prima settimana di vendite e al numero 1 in quella Billboard, nonostante l'assenza di promo e una campagna marketing inesistente.

L'uscita di MTBMB è accompagnata solamente da un singolo, "Darkness", politicamente schierato contro l'uso delle armi in America. A parte ciò, Eminem sparisce e ricompare per la celebrazione del suo amico 50 Cent alla Hollywood Walk of Fame, dove tiene anche un breve discorso. Il modo più spettacolare e incisivo per tornare alla ribalta è quindi la premiazione degli Oscar 2020, nella quale il 47enne si presenta senza preavviso e si prende la standing ovation delle celebrità presenti. La sua esibizione ha permesso alla canzone "Lose Yourself" di tornare al primo posto nella classifica iTunes negli Stati Uniti e oggi tutte le testate più importanti al mondo stanno declamando il suo ritorno ad Hollywood.

Se Eminem abbia deciso di riprendersi ciò che era suo e mai aveva riscattato oppure abbia solo trovato il modo migliore per riportare le luci della ribalta su di sé e sul nuovo album, non lo sapremo mai, ma di certo è riuscito ad ottenere entrambi in un colpo solo. A 47 anni e con una carriera ventennale alle spalle, l'artista si conferma ancora ai vertici del palcoscenico globale dello spettacolo, capace di trascinare generazioni differenti al ritmo dei suoi beat.

E attenzione, perché negli scatti presenti all'interno della custodia di Music To Be Murdered By c'è una data: 17 febbraio, mesiversario dell'uscita del cd.

Che Marshall abbia, ancora una volta, una sorpresa per tutti noi?

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