L’Ulss 3 Serenissima ha inaugurato la nuova Pinacoteca all’Ospedale Civile di Venezia, situata nel Museo della Fondazione Scuola Grande di San Marco e della Sanità. L’evento segna la restituzione al pubblico di venti grandi dipinti e otto sculture, databili tra il Seicento e il Settecento, provenienti dall’isola di San Clemente. Opere che i veneziani non potevano ammirare da trent’anni.
Le opere, firmate da artisti quali Marieschi, Pittoni, Zanchi, Ruschi, Ricchi e Lazzarini, sono tele di notevoli dimensioni e si presentano in un apprezzabile stato di conservazione.
Erano rimaste custodite in un deposito del Museo del Patriarcato, dopo essere state escluse nel 1992 dalla vendita dell’isola a compratori privati stranieri. Solo dopo quasi quattro anni di lavoro di coordinamento tra Soprintendenza Belle Arti, Patriarcato di Venezia e Procuratoria di San Marco, l’Ulss 3 ha potuto certificare la legittima proprietà di questo patrimonio artistico.
La pinacoteca è stata inaugurata alla presenza di importanti figure istituzionali, tra cui il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il sindaco Luigi Brugnaro e l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Edgardo Contato, direttore generale dell’Ulss 3, ha sottolineato come «anche attraverso questa operazione, rilevante sul fronte amministrativo e artistico, l’Ospedale di Venezia persegue l’obiettivo di coniugare la cura e la bellezza, l’assistenza sanitaria e la proposta culturale e artistica come contributo alla promozione della salute delle persone».
Luogo e contesto: la Scuola Grande di San Marco e l’Ospedale Civile
La nuova sala espositiva si inserisce nel contesto del Museo della Fondazione Scuola Grande di San Marco e della Sanità, un luogo con una profonda storia legata all’assistenza sanitaria e alla cultura. La Scuola Grande di San Marco, fondata nel Quattrocento come ente confraternale, ospita strutture legate all’ospedale civile di Venezia almeno dal XIX secolo. L’intero complesso è stato recentemente interessato da significativi interventi edilizi e di restauro, parte di un più ampio piano di riqualificazione dell’Ospedale Civile promosso dall’amministrazione comunale. Questi lavori, finanziati con fondi PNRR e Next Generation EU, hanno riguardato il restauro del Padiglione dei Mendicanti, la ristrutturazione interna e la creazione di un nuovo polo tecnologico, con l’obiettivo di valorizzare l’architettura storica e potenziare le funzioni sanitarie e culturali dell’area.
Le opere da San Clemente e la loro collocazione attuale
I dipinti e le sculture trasferiti provengono dall’isola di San Clemente, che in passato ospitava un ospedale psichiatrico femminile. La struttura, nota come Manicomio centrale femminile veneto, era attiva dal 1853 come parte delle istituzioni manicomiali veneziane e si caratterizzava per una rigida suddivisione in reparti, laboratori di cucito e tessitura, e terapie talvolta coercitive. Oggi, le opere entrano in dialogo con uno spazio urbano profondamente mutato, destinato a finalità culturali e alla cura contemporanea della persona e della comunità.
La scelta di collocare queste opere nel Museo della Scuola Grande di San Marco non è casuale. Essa rappresenta un significativo recupero di memoria e identità artistica, trasferendo i manufatti da un luogo di esclusione a un contesto aperto e accessibile alla comunità.