Le nomination per la settantunesima edizione dei David di Donatello, annunciate il 1° aprile 2026 nello studio 18 di Cinecittà, segnano una netta affermazione del cinema d'autore. A guidare la classifica delle candidature è infatti il film ‘Le città di pianura’, diretto da Francesco Sossai, che ottiene ben sedici candidature. Il titolo, incentrato sulla provincia, ha portato alla ribalta il giovane regista veneto di trentasette anni, al suo secondo lungometraggio. Al secondo posto, con quattordici candidature, si posiziona ‘La grazia’ di Paolo Sorrentino, una riflessione filosofica sul perdono.

Questa onda autoriale si estende ad altri registi di rilievo: Silvio Soldini con il raffinato ‘Le assaggiatrici’ (tredici nomination); Pietro Marcello è in gara con una misteriosa ‘La Duse’; Gabriele Mainetti presenta l'opera pop ‘La città proibita’; Mario Martone concorre con ‘Fuori’, ispirato a Goliarda Sapienza; e, infine, Damiano Michieletto, innovativo regista teatrale prestato al cinema, con ‘Primavera’. Piera Detassis, presidente dell’Accademia, ha espresso soddisfazione per questa tendenza, presente anche nelle cinquine dei David giovani, definendola “certamente un buon segnale”.

I principali candidati e la cerimonia di premiazione

Il cinema d'autore si impone anche nella selezione del miglior film internazionale, con opere che spaziano da Salles (‘Io sono ancora qui’) a Ben Hania (‘La voce di Hind Rajab’), fino a ‘Un semplice incidente’ di Panahi.

Nelle cinquine degli attori protagonisti compaiono Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, interpreti di ‘Le città di pianura’ e non certo famosi, che se la dovranno vedere con attori affermati come Toni Servillo (‘La grazia’), Claudio Santamaria (‘Il nibbio’) e Valerio Mastandrea (‘Cinque secondi’).

Più omogenee le cinquine delle attrici, dove troviamo: Valeria Bruni Tedeschi (‘Duse’); Barbara Ronchi (‘Elisa’); Valeria Golino (‘Fuori’); Aurora Quattrocchi (‘Gioia mia’); Anna Ferzetti (‘La Grazia’) e, infine, Tecla Insolia (‘Primavera’). Da segnalare, sempre sul fronte femminile, le doppie candidature come protagoniste e non protagoniste per Valeria Golino (‘Fuori’ e ‘Breve storia d’amore’), Valeria Bruni Tedeschi (‘Duse’ e ‘Cinque secondi’) e Barbara Ronchi (‘Elisa’ e ‘Diva Futura’).

Si registrano inoltre ben quattro ex aequo: attrice protagonista, attrice non protagonista, attore non protagonista e montaggio.

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà mercoledì 6 maggio in prima serata su Rai 1, condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna, supportati anche da ospiti e sorprese. L’evento istituzionale al Quirinale sarà guidato da Claudio Bisio.

Le opere in concorso e i protagonisti

Tra le pellicole con più nomination, ‘Le città di pianura’ si distingue per raccontare “la provincia, la marginalità”. Il regista Francesco Sossai, veneto di 37 anni al suo secondo film, si afferma con un’opera che sembra scritta da Paolo Conte. ‘La grazia’ di Paolo Sorrentino, una riflessione filosofica sul perdono, entra invece “dentro le istituzioni”.

Seguono Silvio Soldini con il raffinato ‘Le assaggiatrici’, che totalizza tredici candidature.

A completare il quadro autoriale troviamo ‘La Duse’ di Pietro Marcello, ‘Fuori’ di Mario Martone ispirato a Goliarda Sapienza, l’opera pop ‘La città proibita’ di Gabriele Mainetti e ‘Primavera’ di Damiano Michieletto. Questa articolata compagine di autori riflette la pluralità delle voci e dei linguaggi che animano il cinema italiano contemporaneo, con tanta italianità in tutte le sue declinazioni.

La 71esima edizione dei David di Donatello e il cinema italiano

Il David di Donatello, il più prestigioso premio del cinema italiano, istituito per valorizzare le eccellenze della produzione cinematografica nazionale, rappresenta il più importante riconoscimento italiano dedicato alla settima arte.

L’edizione 2026 sottolinea una svolta rispetto al passato, con la presenza preminente di lavori d’autore, una sorta di rifiuto del mainstream, sia tra i titoli più nominati che tra le nuove proposte, comprese le categorie giovani. Questa tendenza è considerata una risposta significativa, offrendo al pubblico un panorama ricco di narrazioni originali e fortemente radicate nella realtà e nell’identità italiana nelle sue diverse sfumature.

L’attesa per la cerimonia del 6 maggio è elevata, non solo per le possibili sorprese tra i vincitori, ma anche per il valore simbolico di una stagione cinematografica incentrata sull’autorialità. La diretta in prima serata su Rai 1 e la presenza di conduttori di rilievo testimoniano l’attenzione nazionale verso un evento che, da oltre settant’anni, contribuisce alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio audiovisivo del Paese.