La canzone-manifesto ‘Radio Festino’ è stata creata per il 402esimo Festino di Santa Rosalia, un progetto senza scopo di lucro sostenuto dall’Arcidiocesi di Palermo. Il brano si ispira al tema scelto per questa edizione, ‘Una vita per la città’, e nasce in un momento particolarmente delicato per Palermo. La città è stata recentemente segnata da episodi di cronaca che hanno riportato al centro dell’attenzione la questione della violenza e delle intimidazioni riconducibili al racket, generando insicurezza e preoccupazione tra i cittadini. L’Arcidiocesi di Palermo ha sottolineato come la canzone raccolga e rilanci le parole, le speranze, le inquietudini e la fede dei palermitani.

Il titolo ‘Radio Festino’ evoca l’idea di una radio che dà voce alla comunità, trasformandosi nel megafono di una città che si ribella alla paura e riafferma la speranza. Il ritornello riprende una delle invocazioni più care ai palermitani: “Ogni passu e ogni via, viva Santa Rusulìa”. La memoria della peste, dalla quale la Santuzza liberò Palermo, diventa una metafora delle “pesti” contemporanee: la cultura della violenza, della sopraffazione, dell’illegalità e dell’indifferenza. I versi “Se una volta fu la peste, oggi il male ha un'altra veste/La coscienza come cura, non di certo la paura” rappresentano il cuore del messaggio del brano, indicando nella responsabilità personale e comunitaria la strada per costruire una città più giusta.

Il contesto del 402esimo Festino di Santa Rosalia

Il 402esimo Festino di Santa Rosalia, in programma per il 2026, prevede un percorso suggestivo attraverso i luoghi simbolo di Palermo: Palazzo Reale, il Cassaro, la Cattedrale, i Quattro Canti e Porta Felice. Il carro trionfale, realizzato dall’architetto Mario Cucinella, è dedicato all’ambiente e al dialogo tra l’architettura normanna e i giardini arabi. La statua della Santuzza, vestita di bianco e con in mano una croce realizzata con il legno recuperato dalle barche dei migranti, è opera di Filippo Sapienza.

Al centro del racconto del Festino, curato da Odd Agency e Coopculture con la direzione artistica di Luca Pintacuda e l’arting director Carmelo Galati, vi è la figura di Rosalia normanna, un parallelo tra la storia della santa e quella dei normanni.

Sono previsti cinque momenti clou nella notte del 14 luglio, per la quale si attendono circa 350 mila persone. Si inizia dal Palazzo dei Normanni con l’attore Dario Aita che narra la capacità di Palermo di trasformare il trauma dell’arrivo dei Normanni in bellezza condivisa. La seconda tappa, sul sagrato della Cattedrale, è divisa in tre atti (la peste, la fede e il rito) e vedrà esibizioni di danza, recitazione e canto, accompagnate dalla musica della Baterìa siciliana. Giusy Buscemi, ammantata di bianco, interpreterà la fede dopo la peste, mentre Ester Pantano rappresenterà il rito della catarsi collettiva della città. Ai Quattro Canti, i tre attori dialogheranno sul carro, dove il sindaco salirà per lanciare il suo augurio simbolico: “Viva Palermo e Santa Rosalia”.

Richiami alla responsabilità e al rinnovamento

Dopo i Quattro Canti, il carro proseguirà verso Porta Felice. Qui, uno sciame di droni di Show Italy darà vita a uno spettacolo di luci e colori, anticipando i 45 minuti dei tradizionali giochi d’artificio sul mare al Foro Italico, che chiuderanno il Festino. ‘Radio Festino’ si pone in sintonia con i ripetuti richiami dell’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice, che ha più volte invitato la comunità palermitana a non cedere alla rassegnazione e alla paura, ma a diventare protagonista di un rinnovamento fondato sul Vangelo, sulla giustizia, sulla fraternità e sulla cura del bene comune. Secondo il sindaco Lagalla, il Festino è diventato un ecosistema che intreccia cultura, arte, storia e tradizione, fungendo da acceleratore economico e generatore di valori per una città che migliora la sua attrattiva internazionale.