Venezia, 12 settembre 2026. Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia, ha difeso con fermezza l’inserimento in concorso di Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor. L’opera, incentrata sugli attacchi nella Striscia di Gaza e sulle vittime civili, è al centro del dibattito a poche ore dal verdetto. Il film è tra i favoriti e potrebbe generare ampia eco internazionale.

Sulla possibilità che Naza vinca il Leone d’oro, Barbera ha chiarito la distinzione tra direzione artistica e giuria: “Decide la giuria”. La sua competenza è l'ammissione dei film, non l'assegnazione dei premi.

L’esclusione del documentario, ha detto, sarebbe stata una decisione ingiusta e un atto di codardia, un modo per sottrarsi a una scelta necessaria.

L'ammissione al concorso e le polemiche

Barbera ha affrontato anche le possibili contestazioni. L’esercito israeliano ha criticato il documentario, sostenendo le testimonianze anonime e false. Il direttore artistico ha definito questa reazione una difesa prevedibile: in vicende simili, la replica consiste nella negazione delle accuse. L'ammissione di Naza è legata alla sua natura cinematografica, non a un mero criterio di opportunità.

Il direttore artistico ha inoltre richiamato la questione della collocazione di Naza nella selezione principale. A chi chiedeva perché un film di tale peso non fosse fuori concorso, Barbera ha risposto che è vero cinema, non un prodotto televisivo.

Ha poi sottolineato la gravità della situazione mondiale: di fronte a certi eventi è difficile restare indifferenti. L’ammissione al concorso è l’atto di selezione di cui la direzione artistica si assume la responsabilità; premi e reazioni spettano ad altri.