L’11 settembre 2026, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, si è tenuto a Venezia l’incontro “Cyberbullismo e inclusione”. Promosso dall’Arma dei Carabinieri con Cortinametraggio e il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’evento ha mirato a sensibilizzare sulle conseguenze del cyberbullismo e sulle fragilità emotive dei giovani. Il cinema ha promosso inclusione, ascolto e responsabilità.

Al centro dell’iniziativa, la presentazione del cortometraggio “È più difficile”. Questo lavoro, parte di un progetto contro il cyberbullismo, promuove comportamenti responsabili online.

Il tema è stato collegato all’uso di chat e social network, contesti dove la prevaricazione genera isolamento e solitudine, specialmente tra i giovani.

Il cortometraggio e i partecipanti

All’evento hanno partecipato il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, la presidente di Cortinametraggio, Maddalena Mayneri, e l’olimpico di karate Luigi Busà (Centro Sportivo Carabinieri). Erano presenti anche il produttore Filippo Montalto, il regista Aldo Iuliano e il cast di giovani interpreti. La sceneggiatura di “È più difficile” è stata firmata da Roberto Ciufoli e Francesca Massaro.

La proiezione del corto ha inserito il cyberbullismo in un contesto cinematografico, chiarendo le dinamiche di violenza digitale e fragilità emotiva.

Il progetto ha evidenziato la necessità di ascolto e responsabilità nei comportamenti individuali e collettivi, sottolineando la connessione tra online e relazioni quotidiane dei ragazzi.

Il ruolo dell’Arma

L’intervento di Salvatore Luongo ha posto l’accento sul ruolo delle Stazioni dei Carabinieri sul territorio e sull’importanza della formazione continua dei militari, cruciale per gestire situazioni ad alto impatto emotivo.