Dal suono delle cornamuse alla musica elettronica, passando per accampamenti storici, spettacoli di fuoco, artigianato, danze irlandesi e persino un corso di lingua elfica. Per tre giorni un piccolo borgo affacciato sul Lago d’Orta cambia atmosfera e si immerge nel mondo della cultura celtica.
Dal 25 al 27 settembre 2026 torna infatti ad Ameno, in provincia di Novara, il Claddagh Fest, giunto alla settima edizione. L'appuntamento è dedicato alla musica folk e alle tradizioni celtiche, ma il programma di quest'anno va ben oltre i concerti: piazze, parchi ed edifici storici del paese diventano spazi per rievocazioni, laboratori, incontri e attività destinate anche a chi del mondo celtico sa poco o nulla.
L'ingresso al festival è gratuito, mentre alcune esperienze e alcuni workshop sono a pagamento.
Dal folk all'elettronica: la tradizione cambia suono
Uno degli aspetti più particolari dell'edizione 2026 è l'incontro tra tradizione e linguaggi contemporanei. Venerdì sera, per esempio, sono attesi i Lindal, duo piemontese che combina melodie occitane, violino e fisarmonica con filtri, campionamenti ed elettronica. Dalla Bretagna arrivano invece i Plantec con il loro progetto “breizh-electronic”, costruito proprio sulla contaminazione tra strumenti e ritmi tradizionali e sonorità elettroniche.
La dimensione internazionale prosegue nel weekend con musicisti provenienti da Irlanda e Scozia. Sabato sera sono in programma gli scozzesi Astro Bloc, mentre dopo mezzanotte suoneranno gli irlandesi The Connemara Ramblers.
L'edizione 2026 ospita inoltre progetti legati alla danza irlandese e collaborazioni artistiche internazionali.
Un paese trasformato in villaggio celtico
La musica, però, rappresenta soltanto una parte dell'esperienza. Durante il fine settimana l'Area Decio ospiterà un vero e proprio villaggio storico con attività di rievocazione, tiro con l'arco, scherma, dimostrazioni dedicate a spada, scudo e lancia e antichi giochi di forza ispirati agli Highland Games.
Ci saranno anche attività dedicate ai rapaci, giochi di ruolo, laboratori di giocoleria e dimostrazioni sugli antichi mestieri. Nel centro storico, invece, sarà allestito un mercatino con lavorazioni in pelle, legno, feltro e altri materiali, insieme agli stand dedicati alla liuteria folk.
Tra i momenti più scenografici di sabato sera figura El Föch d'Amén, una processione con fiaccole che terminerà con un rito del fuoco, seguita da uno spettacolo equestre. Un programma che punta quindi anche sulla componente immersiva e visiva della manifestazione.
Dalla cornamusa alla lingua degli elfi
Sono soprattutto le attività più insolite a trasformare il festival in qualcosa di diverso da una normale rassegna musicale. Nel corso delle tre giornate sarà possibile provare strumenti della tradizione irlandese e scozzese, partecipare a stage di bouzouki, concertina, chitarra irlandese, arpa celtica e canto polifonico oppure cimentarsi con le danze piemontesi e irlandesi.
Domenica mattina il Museo Tornielli ospiterà persino un workshop dedicato al Sindarin, una delle lingue elfiche create da J.R.R.
Tolkien. Nel pomeriggio è prevista anche una conferenza dal titolo “Tolkien e l'Irlanda: dalla Contea alle Isole Aran”.
Non mancano proposte più legate al territorio: passeggiate alla scoperta di Ameno, un'escursione dedicata ai funghi e iniziative che affiancano alle atmosfere nordiche la cultura locale.
Il risultato è un curioso incrocio tra festival musicale, rievocazione storica e grande laboratorio a cielo aperto. Un modo diverso di vivere uno degli ultimi weekend di settembre, quando sul Lago d'Orta per qualche giorno il folk incontra l'elettronica, le cornamuse invadono le strade e tra i vicoli di un borgo piemontese si può perfino imparare a parlare elfico.