Sapere cosa fare nei primi minuti di un arresto cardiaco può cambiare radicalmente l'esito di un'emergenza. Eppure, quando ci si trova davanti a una persona che improvvisamente perde conoscenza e non respira normalmente, paura e scarsa preparazione possono impedire di intervenire. In Italia, secondo i dati diffusi dall'Italian Resuscitation Council in occasione della Giornata mondiale sulla rianimazione cardiopolmonare 2025, solo 16 persone su 100 dichiaravano di conoscere le corrette procedure di primo soccorso da mettere in pratica in caso di arresto cardiaco.

È in questo contesto che si inserisce l'iniziativa organizzata dalla Croce Rossa di Nova Milanese per il prossimo 17 ottobre. In piazza Gio.I.A. è previsto un Mass Training BLS, mentre all'interno della Casa di Comunità di via Giussani 11 si terrà un'iniziativa dedicata al massaggio cardiaco dalle 8 alle 20. L'obiettivo è permettere ai cittadini di avvicinarsi concretamente alle manovre che possono essere decisive durante un'emergenza.

Circa 60mila morti ogni anno in Italia

Il problema ha dimensioni tutt'altro che marginali. Nel gennaio 2026, durante la presentazione delle nuove linee guida nazionali per la rianimazione cardiopolmonare e l'utilizzo del defibrillatore, il Ministero della Salute ha ricordato che circa 60mila persone ogni anno in Italia perdono la vita in seguito a un arresto cardiaco improvviso.

Le nuove indicazioni puntano proprio ad ampliare la formazione dei cittadini e a rendere più omogenei gli standard di intervento sul territorio nazionale.

Il fattore tempo è fondamentale. Un arresto cardiaco è infatti una patologia tempo-dipendente: intervenire immediatamente con la rianimazione cardiopolmonare e, quando disponibile, con un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno può aumentare sensibilmente le probabilità di sopravvivenza. ILCOR, l'organizzazione internazionale che promuove il World Restart a Heart, sottolinea che una RCP eseguita immediatamente da un testimone può raddoppiare o persino triplicare le possibilità di sopravvivenza.

AREU Lombardia indica inoltre che, dopo appena 4-6 minuti senza ossigeno, il cervello può riportare danni irreversibili.

La sopravvivenza all'arresto cardiaco extraospedaliero resta inferiore al 10%, mentre un intervento tempestivo con RCP e utilizzo precoce del DAE può portare le possibilità di sopravvivenza fino al 30%.

In Lombardia oltre 475mila cittadini formati

La Lombardia parte però da una rete di formazione particolarmente estesa. Secondo i dati AREU pubblicati a fine 2025, sul territorio regionale risultavano oltre 475mila operatori laici certificati BLSD, quasi 4mila istruttori dedicati alla formazione dei cittadini e circa 23mila defibrillatori di pubblico accesso censiti. Nella sola provincia di Milano erano 6.656, mentre in quella di Monza e Brianza 1.617.

Nel 2024, inoltre, le Sale Operative dell'emergenza-urgenza lombarde hanno fornito istruzioni telefoniche per effettuare la rianimazione cardiopolmonare nel 78% dei casi di sospetto arresto cardiaco verificatisi in luogo pubblico.

In un caso su quattro è stato utilizzato un DAE pubblico.

Il World Restart a Heart Day

L'appuntamento di Nova Milanese arriva subito dopo il World Restart a Heart Day, che si celebra ogni anno il 16 ottobre. Promossa a livello internazionale da ILCOR, la giornata nasce per aumentare la conoscenza della rianimazione cardiopolmonare e soprattutto la percentuale di persone disposte a intervenire quando assistono a un arresto cardiaco. Le attività formative possono comunque essere organizzate anche nei giorni vicini alla ricorrenza.

Il messaggio alla base delle iniziative è semplice: le prime persone presenti sul posto non devono necessariamente essere professionisti sanitari per poter iniziare la catena dei soccorsi.

Chiamare immediatamente il 112, seguire le indicazioni dell'operatore e conoscere le manovre di base può trasformare un passante, un collega o un familiare nel primo anello di una catena capace di salvare una vita.