Il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, è intervenuto a Roma il 17 settembre 2026 per fare chiarezza sulla contestazione disciplinare avviata dall’azienda nei confronti del giornalista Sigfrido Ranucci. Corsini ha sottolineato con fermezza che il procedimento in questione non rientra affatto nelle sue competenze dirette, specificando che «i procedimenti disciplinari passano per Risorse Umane e Organizzazione». Il cuore della sua dichiarazione risiede nella netta distinzione tra le decisioni di carattere editoriale relative alla programmazione e la valutazione interna legata alla condotta del singolo giornalista.

Il provvedimento disciplinare è giunto all’indomani del ricorso urgente presentato dallo stesso Ranucci, con il quale il giornalista ha chiesto il proprio reintegro alla guida del programma Report. Corsini ha minimizzato la coincidenza temporale, attribuendola a una differenza di sole 24 ore e spiegando che le procedure di questa natura richiedono un iter ben definito e tempi tecnici. Ha inoltre ribadito con chiarezza il proprio ruolo, che si concentra esclusivamente sugli aspetti editoriali e non sulla gestione disciplinare del personale, materia che è di esclusiva pertinenza delle strutture aziendali appositamente preposte.

Interrogato specificamente sul futuro e sul ruolo di Ranucci all’interno dell’azienda, Corsini ha risposto confermando senza esitazioni che «Ranucci è una risorsa di quest’azienda».

Ha ulteriormente specificato la sua posizione, descrivendolo come dipendente, vicedirettore, giornalista e una delle firme di spicco della Rai. Questa enfasi serve a ribadire che la valutazione in corso si è spostata su un piano diverso da quello editoriale. In questo contesto, il direttore ha richiamato le proprie scelte già definite in merito alla trasmissione e ha annunciato il calendario della ripartenza: «L’8 novembre torna Report in prima serata su Rai 3», con la consueta replica prevista per il sabato pomeriggio.

La contestazione disciplinare: dettagli e possibili esiti

La lettera di contestazione disciplinare inviata dalla Rai a Sigfrido Ranucci è strettamente correlata alla vicenda dei rapporti con Valter Lavitola.

Il giornalista ha a disposizione un termine di cinque giorni per presentare la propria risposta al documento, un passaggio formale che potrebbe dare il via a un procedimento disciplinare vero e proprio. La contestazione trae origine da una relazione elaborata dal Comitato Etico aziendale, dalla quale sarebbero emersi profili ritenuti significativi sul piano disciplinare, in relazione alla condotta personale del giornalista e a presunte violazioni di specifiche norme interne all'azienda.

Gli esiti potenziali di tale procedimento sono vari e graduati, spaziando da un semplice richiamo formale alla sospensione dal servizio, fino alla misura più estrema del licenziamento, riservata ai casi di maggiore gravità.

Tra gli elementi specificamente contestati figurano l’invio a soggetti esterni di comunicazioni e-mail interne all'azienda, i giudizi espressi sui vertici aziendali e sui nuovi conduttori del programma Report.