La 27ª edizione di Pordenonelegge ha preso il via il 16 settembre 2026, inaugurando un percorso che pone la libertà al centro del dibattito culturale. L'apertura del festival, che si proietta verso il prestigioso traguardo di Pordenone Capitale italiana della cultura 2027, ha visto l'intervento di Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge.it. Nel suo discorso inaugurale, Agrusti ha enfaticamente sottolineato come la cultura debba essere intesa non come mero intrattenimento, ma come un fondamentale esercizio di libertà, un principio cardine per l'intera manifestazione.
Agrusti ha chiarito che l'accostamento della parola “libertà” al nome del festival non è uno slogan, bensì una precisa assunzione di responsabilità. Questa scelta tematica è particolarmente significativa in un'epoca caratterizzata da conflitti globali, persecuzioni di scrittori e giornalisti, crescenti fragilità delle democrazie e le profonde trasformazioni indotte dall'intelligenza artificiale. In questo contesto, il presidente della Fondazione ha evidenziato il ruolo del libro quale strumento essenziale di interrogazione civile, definendolo non solo un testo, ma “una domanda, un dubbio, una voce che può attraversare un confine”.
Un momento saliente dell'apertura è stato il richiamo a Salman Rushdie, figura centrale e simbolica di questa edizione 2026.
Agrusti ha citato Rushdie come emblema della forza intrinseca della parola, specialmente quando si tenta di silenziarla, e come costante monito sulla necessità di difendere la libertà di espressione ogni singolo giorno. Da Pordenone, ha affermato Agrusti, deve risuonare un messaggio inequivocabile: “Nessun potere deve avere paura dei libri. Ma ogni potere deve sapere che i libri rendono gli uomini più difficili da dominare”.
La manifestazione si inserisce pienamente nel percorso che condurrà Pordenone a fregiarsi del titolo di Capitale italiana della cultura 2027. Agrusti ha descritto questo traguardo non come un punto di arrivo, ma come un'ulteriore responsabilità, legando l'impegno del festival alla costruzione di una città vibrante, capace di promuovere il confronto, la lettura pubblica e una partecipazione attiva.
L'evento culminerà domenica 20 settembre 2026 con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a suggello di un'edizione memorabile. A chiusura del suo intervento, Agrusti ha affidato un'altra riflessione sui libri: “I libri non ci dicono cosa dobbiamo pensare. Ci ricordano che siamo liberi di pensare”.