L'attrice e autrice Emanuela Fanelli è al centro di Peccato, una nuova mockumentary comedy in sei episodi, presentata in anteprima alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. L'opera, unica serie nel programma della prestigiosa rassegna, sarà disponibile su HBO Max a partire dal 2 ottobre 2026. Diretta da Valerio Vestoso, che ha co-scritto il progetto con Fanelli e Giulio Somazzi, la serie immagina una Emanuela Fanelli sessantatreenne nel 2049, intenta a ripercorrere la propria carriera nel mondo dello spettacolo e, soprattutto, una caduta personale e professionale narrata come un fallimento puro, senza riscatto.

L'idea di Peccato nasce da una riflessione critica sui documentari contemporanei, spesso celebrativi e incentrati su figure ancora in vita. Fanelli ha voluto reagire a questo modello e al luogo comune del 'riscatto automatico', l'idea che un inciampo sia sempre un trampolino per il successo. Da qui l'esigenza di mettere in scena un fallimento autentico e incondizionato, senza appelli. L'obiettivo è offrire al pubblico un'esperienza divertente e capace di suscitare tenerezza verso la protagonista.

La serie si sviluppa su un doppio registro narrativo, mescolando finzione e riconoscibilità pubblica. Nel 2049, un giornalista interpretato da Malcolm Pagani rintraccia una Emanuela Fanelli ritirata dalle scene in Valle d'Aosta, dopo uno scandalo finanziario e un processo.

La sua sparizione, tuttavia, non ha generato il vuoto che l'attrice immaginava; l'ambiente dello spettacolo e i suoi ex colleghi sembrano essersene accorti solo marginalmente. Il racconto si snoda tra presente e passato, ricostruendo una carriera fatta di exploit inattesi, errori, ingenuità, esperienze bizzarre, flop, incontri significativi, polemiche e amori sbagliati.

Fanelli sottolinea il profondo senso di autoironia che permea l'intera operazione: 'La prima a essere presa in giro sono sempre io, ma eravamo tutti complici in questo scherzo', ha affermato. La serie assume così una valenza di prevenzione simbolica, un modo per 'mettere le mani avanti'. Immaginare che tutto possa andare storto serve a esorcizzare tale eventualità e, con umorismo, a far credere che l'attrice avesse previsto ogni scenario, qualora si verificasse davvero.